Maio-Colasante, le parti sono distanti

4 Gennaio 2016

I retroscena della trattativa per il club. La società pensa solo ad abbattere i costi

LANCIANO. Nelle prossime settimane sembra destinato a cambiare radicalmente il volto della squadra, ma non è escluso che venga stravolto anche quello della dirigenza della Virtus Lanciano. La trattativa per la cessione del club all’imprenditore Antonio Colasante al momento pare giunta su un binario morto, ma non è escluso che all’improvviso possano venir fuori nuovi sviluppi. A far saltare l’affare, finora, sono state soprattutto le distanze tra domanda e offerta. Forse anche per quanto riguarda altri rami d’azienda della famiglia Maio, che Colasante sarebbe intenzionato ad acquisire, ma soprattutto per ciò che concerne il club rossonero. Al di là delle ormai note smentite di rito e delle dichiarazioni ufficiali, i colloqui per il passaggio di mano della società negli ultimi mesi sembra siano andati ben oltre lo stato embrionale, entrando anche nel merito di questioni contabili e finanziarie. Il potenziale acquirente avrebbe in particolare ritenuto eccessiva la richiesta per l’acquisto della Virtus, dando la propria disponibilità a un passaggio di consegne con cifre poco più che simboliche. Del resto la società, come dimostrano le ultime richieste di riduzione degli ingaggi ventilate ai calciatori, è in difficoltà economica; il parco giocatori poi non ha un valore altissimo, e i pezzi più pregiati sono già in partenza. Perciò l’offerta, in estrema sintesi, sarebbe stata questa: “Il tuo guadagno è quello che non spendi per portare a termine la stagione”. Tra l’altro a queste spese la nuova proprietà dovrebbe sommare anche gli investimenti per rinforzare la squadra, considerata la posizione svantaggiosa dalla quale comincia la caccia alla salvezza nel girone di ritorno. Il punto d’incontro evidentemente a dicembre non è stato trovato, e perciò i Maio stanno cercando di abbattere i costi per far quadrare i conti. Alla conclusione del mercato di riparazione dovrebbero restare solo giocatori con ingaggi non troppo al di sopra del minimo, o in prestito da società che si preoccuperebbero anche di stipendiarli. Nel frattempo la proprietà ancora in sella sta cercando di far lievitare la liquidità della Virtus con l’ingresso di nuovi soci. Una proposta per la cessione di una parte delle quote sarebbe stata fatta a Marfisi, che in questa stagione compare come sponsor sulla maglia. Una trattativa sarebbe stata avviata anche con Candeloro, imprenditore locale nel settore edile. Ad ogni modo si tratterebbe di ingressi che non darebbero una spinta forte al mercato di riparazione, per il quale avrebbe invece abbozzato qualche strategia l’entourage di Colasante in caso di acquisto del club. Nell’incertezza generale, per ora l’unica certezza è che l’indice di gradimento dei Maio è sceso ai minimi storici. I malumori latenti si sono tramutati in una quasi avversione da parte di ampi settori della tifoseria: fatale, per la famiglia che ha portato Lanciano in serie B, è stato il giro di smentite e controsmentite di metà dicembre, quando dissero che non c’era mai stato alcun abbozzo di trattativa con nessuno. (a.r.)

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