Maio, fine di una dinastia sportiva durata 8 anni

7 Luglio 2016

Franco, Valentina e Riccardo osannati nel 2008 per il ritorno tra i professionisti e poi la storica serie B

LANCIANO. La favola dei Maio e della Virtus volge al termine. E non con un lieto fine. Non con il classico “e vissero tutti felici e contenti”. Sta infatti calando il sipario sull’era Maio, su 8 anni di gestione della Virtus.

E oggi sembra lontano anni luce il 2008, quando i Maio venivano osannati e acclamati perché ripresero la società a pezzi dal fallimento di Di Stanislao.

Nell’aprile 2008 Franco Maio, imprenditore nel settore dello smaltimento dei rifiuti, assume la presidenza onoraria del club, che ha ripreso la storica denominazione Virtus, la figlia Valentina ne è il presidente e il figlio Guglielmo il vice e amministratore delegato (poi amministratore delegato diviene nel 2011 di Menno Di Bucchianico). Uno scampolo di campionato, il tempo di fare i play out e di perderli a causa della sconfitta contro la Juve Stabia. Ma niente lacrime, da subito sono sorrisi perché c’è stato il ripescaggio in Prima divisione. Primi anni difficili fatti di grandi investimenti e scarsi risultati.

Primo anno ancora play out, vinti, sempre con la Juve Stabia. Poi gestione Pagliari, subentrato il primo anno a Eusebio Di Francesco, non esaltante, quella di Camplone (2010-2011), altalenante.

La svolta arriva nel 2011-2012 con la società che riduce gli investimenti puntando su giovani come Leonardo Pavoletti (che sarà capocannoniere del campionato) e l’emergente allenatore Carmine Gautieri e ottiene l’accesso ai play off promozione. Prima la vittoria contro il Siracusa poi nella storica finale contro il Trapani la Virtus conquista la serie B.

Apoteosi per i Maio che dopo quasi 90 anni di storia portano la squadra nella serie cadetta. Che mantengono grazie a Gautieri e ai suoi ragazzi che si salvano all’ultima giornata contro il Novara. Poi l’apice della favola nel 2012-2013 con i Maio che conquistano le copertine dei giornali e strappano servizi tv: la squadra guidata da Marco Baroni è prima in classifica e ci resta per 7 settimane. I play off sono a portata di mano, eppure sfuggono all’ultima giornata. Poi tocca a D’Aversa e a una stagione incolore con un girone di ritorno da incubo con la squadra che finisce a 3 punti dai play out. Infine la stagione chiusa a giugno con la retrocessione in Lega Pro, causata però dai punti di penalizzazione presi a campionato in corso per i ritardi della società nel pagare tasse e contributi a giocatori e dipendenti. I play out sono stati da incubo contro la Salernitana che vincendoli ha fatto calare il sipario sui 4 anni di B della Virtus. E, a distanza di un mese,anche sull’era Maio alla guida del Lanciano.(t.d.r.)

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