Malore per l’ex Inter Simoni: è ricoverato in terapia intensiva

23 Giugno 2019

PISA. Il malore a casa e poi la corsa in ospedale. Gigi Simoni, l’allenatore-gentiluomo del calcio italiano, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale...

PISA. Il malore a casa e poi la corsa in ospedale. Gigi Simoni, l’allenatore-gentiluomo del calcio italiano, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cisanello di Pisa. Al suo capezzale ci sono i familiari e le sue condizioni sono molto critiche. Tutto il calcio è col fiato sospeso, ora che la notizia è filtrata tra le maglie della privacy familiare. Ottant’anni compiuti a gennaio, Simoni è stato l’allenatore dell’Inter di Ronaldo, il primo a vincere un titolo nel club presieduto da Massimo Moratti prima dell’avvento di Josè Mourinho. Stabilizzatosi a Pisa dal 1984, dove aveva incontrato la nuova compagna Monica, dopo un precedente matrimonio, con la quale ha avuto il figlio Leonardo, oggi più che ventenne, l’ex tecnico dell’Inter risiede a San Piero a Grado, frazione balneare della città pisana. Il grande successo è arrivato in panchina: prima a Napoli, poi in quell'Inter di Moratti dove trova Ronaldo e con lui vince la coppa Uefa nella stagione 1997/98 - primo titolo dell'era Moratti - al termine di un'annata controversa culminata con il fallo da rigore dello juventino Mark Iuliano proprio sul centravanti brasiliano che non fu sanzionato e che costò lo scudetto ai nerazzurri proprio a vantaggio dei bianconeri.
Alla notizia del malore, fin dal primo pomeriggio di ieri, sui social sono tantissimi i messaggi d’affetto nei confronti del “tecnico gentiluomo”, da tifosi interisti e non. «Il mio primo allenatore della mia prima Inter, sono passati 21 anni dal trio magico Ronaldo-Baggio-Zamorano, il calcio che rivorrei ma che non ci sarà mai più. Forza Gigi», scrive un tifoso nerazzurro. Un altro utente aggiunge: «Un pensiero per il grande mister Gigi Simoni, una cara persona, uomo che non considera gli altri per le etichette ma per il rispetto l’educazione e la professionalità che hanno! Forza mister siamo tutti al tuo fianco!».