Mammarella, il volo verso la A1 fermato dal virus

30 Maggio 2020

Pallanuoto, il tecnico pescarese a punteggio pieno con il San Donato Metanopoli prima dello stop

PESCARA. La prima volta lontano da Pescara è una favola spezzata dagli effetti del coronavirus. Che devono essere ancora definiti.
Sta di fatto che per Francesco Mammarella è stata un’esperienza molto formativa. Al di là delle dieci vittorie in altrettante partite conseguite sulla panchina del San Donato Metanopoli, formazione di serie A2 di pallanuoto dell’hinterland milanese. «Avevamo vinto anche la partita di Camogli», racconta il 44enne tecnico pescarese, «in quello che era lo scontro diretto del girone». Poi, il coronavirus ha indotto la federazione a sospendere definitivamente i campionati di pallanuoto. «Aspettiamo le direttive della Fin», sospira Francesco Mammarella che è legato al San Donato Metanopoli da un contratto triennale, ma che attende un segnale dalla società del presidente Alessandro De Marco per capire quello che sarà il futuro. «Sul piano prettamente sportivo non posso che essere soddisfatto, perché i risultati sono stati ottimi e la squadra ha dato grande disponibilità sul piano del lavoro. Dispiace solo non aver potuto finire il lavoro».
Quella milanese è stata la prima esperienza in panchina lontano da Pescara dove - da centroboa - ha chiuso la carriera in vasca e iniziato quella da allenatore. «È stata una bella soddisfazione portare dall’under 13 alla prima squadra diversi ragazzi. La promozione in A2 del 2017 e il successivo quinto posto finale nella stagione 2017-2018 hanno riempito di orgoglio tutti noi». Poi, nell’estate del 2018 il divorzio con Mammarella che prima ha allenato in serie C la Sportlife e successivamente ha deciso di raccogliere l’invito di Alessandro Celia, un suo ex compagno di squadra, ds del San Donato Metanopoli, che cercava una guida sicura per un gruppo di ragazzi (tra cui il centrovasca pescarese Enrico Gobbi, figlio dell’ex compagno e direttore sportivo Maurizio, ndr) da portare in serie A dopo la promozione conquistata in serie B.
«Non nego che, a suo tempo, avevo la speranza di continuare il progetto qui a Pescara. Sarei rimasto volentieri, ma rispetto la decisione della società. Che, tra l’altro, in passato mi ha dato la possibilità di giocare con grandi campioni e più recentemente di iniziare la carriera in panchina».
Adesso? «Aspetto un cenno dalla società per capire se e come ripartire, perché i problemi non mancano. Personalmente ci tengo a portare a termine il progetto, anche perché i ragazzi hanno manifestato dei margini di miglioramento. Che vorrei sfruttare». Nonostante ciò, non è da escludere che possa cambiare città se dovesse arrivare un’altra offerta. Anche perché l’esperienza milanese ha dato certezze e prospettive a Francesco Mammarella per quel che riguarda l’attività in panchina.
E il futuro della pallanuoto? «Il nostro è uno sport che aveva già dei problemi, malgrado il Settebello sia campione del mondo, sia per quanto riguarda gli sponsor che per la scarsa visibilità sui media. Il Covid-19 è stata un’ulteriore mazzata».
In vasca? «La pallanuoto prevede il contatto fisico», conclude Francesco Mammarella. «Però, è vero - come tutti hanno sottolineato - che con il cloro in acqua non c’è spazio per il coronavirus. Il distanziamento sociale, poi, imporrà delle scelte in piscina, nel senso che non potranno entrarci molte persone, ma questo è un problema che riguarda tutti gli sport».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA