Mammarella non ci sta: i mugugni sono fuori luogo

Il capitano evidenzia il comportamento di una parte del pubblico: «Tolta la curva che ci sostiene sempre, negli altri settori c’è chi non ci perdona niente»
LANCIANO. Quando la nave affonda, di solito è proprio il capitano l'ultimo ad abbandonare. Anche nel calcio è così, come ha dimostrato ieri Carlo Mammarella. L'unico, tra i giocatori rossoneri, a presentarsi in sala stampa dopo l'inatteso ko patito col Varese. Una scelta non casuale, soprattutto alla luce degli argomenti affrontati, ai quali il buon Carletto, mettendo da parte la soddisfazione personale per la sua terza segnatura stagionale, non si è sottratto. Nemmeno quando, tra le note dolenti di una giornata da dimenticare, qualcuno ha citato il pubblico. «Sapete quanto io sia legato a questa città ed a questa gente», la premessa del numero tre della Virtus, «per cui non credo si possa dubitare della mia sincerità. Ebbene, mi spiace dirlo, ma stavolta ho trovato francamente fuori luogo il comportamento dei nostri tifosi. Non tutti, per carità, visto che, come sempre, la curva Sud ci ha sostenuto sino alla fine, incoraggiandoci anche al rientro nel tunnel. E' altrettanto vero però che non si è trattato di fischi o mugugni isolati. C'è stato un intero settore o buona parte di esso (Mammarella non lo cita, ma è chiaro il riferimento ai distinti, ndc) che non ci ha perdonato quasi nulla, iniziando a rumoreggiare dopo nemmeno 1' di gioco. Stesso discorso per quel che riguarda alcune zone della tribuna e in tutta sincerità ho trovato inappropriato, oltre che ingeneroso un simile atteggiamento. Che tra l'altro non aiuta la squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando avrebbe, al contrario, bisogno del sostegno compatto di tutti. Purtroppo, dobbiamo prendere, a malincuore, atto della cosa, e così come la gente, o parte di essa, è libera di fischiarci, altrettanto lo sono io, di evidenziare una situazione di disagio, comune peraltro al resto della squadra. Che», prosegue il capitano rossonero, allargando il discorso alla prestazione, «difenderò sempre e comunque, essendo consapevole dei sacrifici che compie in allenamento, oltre che dell'impegno profuso in gara. E' stato così anche stavolta, e mi spiace che non tutti lo abbiano notato. E' vero, abbiamo perso, fallendo anche stavolta qualche occasione di troppo, ma nemmeno il Varese, bravo e fortunato a sfruttare al meglio le poche palle-gol create nel corso del match, ci ha messo sotto, al punto da dover parlare di prova disastrosa o da dimenticare. Ripartiamo dunque da questa sconfitta e col piglio di sempre, pronti a rifarci sin dalla prossima trasferta di Frosinone». Che proprio lui, presentatosi zoppicante in sala stampa, rischia di saltare: «Nel primo tempo», spiega in conclusione Mammarella, «avevo accusato un fastidio muscolare (di qui il lungo riscaldamento effettuato, nel corso della ripresa, da Nunzella, ndc), ma poi la cosa si è attenuata, consentendomi di restare in campo sino alla fine. Nei prossimi giorni vedremo se si tratta di qualcosa di serio o meno, ed in funzione di ciò decideremo».
Stefano De Cristofaro
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