MANCOSU, IL CAPITANO CHE SA FARE TUTTO
Ci sono quelli che campano per il gol, uno alla Pippo Inzaghi per intenderci, e ci sono quelli che “per me, far segnare un compagno, è una soddisfazione enorme”. E ci sono quelli che hanno la...
Ci sono quelli che campano per il gol, uno alla Pippo Inzaghi per intenderci, e ci sono quelli che “per me, far segnare un compagno, è una soddisfazione enorme”. E ci sono quelli che hanno la capacità di fare entrambe le cose. Così sono contenti tutti. Marco Mancosu è uno così.
Sabato, nella vendemmiata del Lecce contro la Reggiana, il capitano ha messo il piede in quattro dei sette gol segnati dai compagni e quattro assist in una partita sono probabilmente un record. Lo sono di sicuro nella sua carriera perchè tanti ne aveva garantiti solo nella stagione 2012/13 con il Benevento in serie C, distribuendoli tra settembre e maggio e qui invece, li ha già messi a referto in appena sei partite. Anzi, in realtà, nelle ultime tre: uno contro il Pescara, due contro l’Entella e poi la quaterna. Sette passaggi decisivi nei quindici gol segnati dalla squadra (forza offensiva mostruosa…); insomma nel 50% delle ultime reti del Lecce c’è la firma di Mancosu.
Poi ci sarebbero anche i suoi gol. Ne ha segnati due finora, lasciando volentieri la scena e la corona di capocannoniere a Massimo Coda (sette, numero che ritorna) ma i 14 della stagione scorsa e i 13 del campionato 18/19 sono la testimonianza che, anche sotto questo punto di vista, Mancosu ci sa fare. Certo, molti rigori ma come si dice? Anche quelli bisogna saperli tirare.
Fratello di mezzo, tra Matteo (classe 84, attaccante della Virtus Entella) e Marcello (classe 92, ala del Ghilarza, dilettanti sardi), Marco, 32 anni compiuti ad agosto, ha trovato in Salento la sua serenità e la sua maturità. Il Lecce di Liverani gli ha ridato la scena della serie A che aveva già assaggiato da ragazzo del vivaio del Cagliari (segnò al debutto ad Ascoli nel maggio del 2007), quello di Corini lo ha confermato al centro del progetto tecnico ma anche di quello “sentimentale”. Il quinto anno in giallorosso, con un contratto in scadenza nel 2023, è un patto d’amore con quella maglia e con quella città. Fino a fine carriera.
Con gol e assist perché, per lui, pari sono.
* giornalista Sky Sport
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