Mangifesta, mezzo secolo trascorso sotto rete

3 Luglio 2018

Schiacciatrice, commentatrice e ora dirigente di Lega: «A 50 anni mi sento una donna determinata»

ORTONA. E’ stata (ed è) la nostra signora della pallavolo abruzzese. Prima sul campo e poi dietro la scrivania. Una bandiera dello sport abruzzese negli anni Novanta, in cui ha messo in bacheca scudetti, coppe dei campioni e coppa Italia, schiacciando palloni. Poi, l’esperienza da commentatrice televisiva e, infine, il ruolo di Responsabile delle relazioni esterne e comunicazione della Lega serie A di pallavolo femminile. Oggi Consuelo Mangifesta da Ortona taglia il traguardo dei 50 anni e li festeggia questa sera con una cena alla terrazza Borromini a Roma. Mezzo secolo sotto rete che prova a condensare in un’intervista.
Mangifesta, 50 anni all’insegna della pallavolo?
«E’ stata centrale, certo, ma non vivo solo di volley, soprattutto negli ultimi anni. Aver fatto pallavolo mi ha dato l’opportunità di spaziare molto e di confrontarmi con altre realtà».
Il momento più bello sul piano sportivo?
«Non uno in particolare, dal momento che ho avuto fortuna di vincere tanto e quindi sono stati tanti i momenti felici. Certo, gli anni di Matera sono stati fantastici, ma non solo quelli».
Com’è stato il passaggio dal campo alla scrivania?
«Dolce, perché ho cominciato subito con le telecronache in qualità di commentatrice televisiva, un lavoro che mi ha aiutato ad allontanarmi dal campo. Poi, è arrivato l’incarico in Lega che mi ha permesso di confrontarmi con realtà con cui non avevo mai avuto a che fare. Mi sono rifatta una vita daccapo».
Com’è stata l’esperienza da giornalista?
«Bella, mi porto dentro un piccolo rammarico: non aver perseguito questa strada fino in fondo. E’ un mondo che continua ad affascinarmi».
La svolta della vita?
«Quando ho incontrato Mauro Fabris, il presidente della Lega A di pallavolo femminile nonché vice presidente di Strada dei Parchi (la società concessionaria che gestisce l’A24 e l’A25, ndr). Diciamo che è stato lungimirante: senza conoscermi mi ha scelto e si è messo accanto una persona che non aveva competenze specifiche che poi, invece, ho maturato».
Ha scelto di giocare a pallavolo per “colpa” di chi?
«Di Tommaso Giambuzzi, il professore di educazione fisica alle suore che mi ha obbligato a frequentare la sua palestra e da lì ho iniziato a giocare nella G13, la formazione di pallavolo femminile».
Il rapporti con Ortona?
«E’ il mio punto di riferimento, in 25 anni ho girato tanto e continuo a muovermi, ma nel tempo ho sempre mantenuto saldi alcuni rapporti personali».
Nella carriera sotto rete qualche rammarico le resta?
«Non aver vinto con la nazionale. L’ho lasciata proprio quando stava iniziando a collezionare trofei. Ci sarei potuta stare, qualche anno in più e mi sarei tolta altre soddisfazioni. Peccato!».
Prima schiacciatrice, poi, alla fine, libero.
«Sì, mi ero perfezionata nei fondamentali di seconda linea. E Barbolini a Perugia mi chiese di fare il libero. Ma non aveva tenuto in considerazione la mia foga agonistica: avevo bisogno di scarica la grinta schiacciando e non poterlo fare mi pesava molto. Questo è un rammarico perché da libero il ct Bonitta mi avrebbe potuto mantenere in Nazionale con la generazione che poi ha vinto tanto».
Nella sua biografia anche un’esperienza politica?
«Sì, sono stata assessore a Ortona, cinque anni fa, per qualche mese, ma non era il momento giusto».
Come si definirebbe?
«Una donna molto determinata con un dei valori ben radicai: onestà, amicizia e trasparenza. E con delle fragilità sulle quali sto lavorando».
E la pallavolo abruzzese?
«Da qualche anno a questa parte dal centro Italia in giù il volley femminile fatica a sopravvivere a causa di una congiuntura economica negativa. I margini di crescita ci sono. Serve pazienza, bisogna stare lì a lavorare con i giovani, nella speranza di tirare fuori qualche talento, e poi aspettare tempi migliori. Ora sperare nella serie A è difficile, è inutile prendersi in giro».
Perché single?
«Per volere del destino».
A 50 anni quale sarà il suo futuro?
«Un giorno mi piacerebbe lasciare il mio mondo, quello della pallavolo, per fare qualcosa di importante per la mia terra, l’Abruzzo».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA