Maniero, ex in doppia cifra mai vincente con il Delfino

19 Marzo 2023

Nel 2012 il boemo gli preferì Immobile, nel 2019 il rinnovo saltò per un soffio Vive una seconda giovinezza e cerca il primo squillo contro i biancazzurri

PESCARA. La seconda giovinezza di “Pippo” Riccardo Maniero. Oggi l’attaccante della Turris torna da avversario all’Adriatico, lo stadio che lo ha visto protagonista per quattro anni e mezzo. In biancazzurro 133 gare e 43 gol, compreso quello segnato alla Nocerina nel 2012 che regala il primo posto al Pescara di Zdenek Zeman. Nel corso di quel torneo entusiasmante il boemo gli preferisce Ciro Immobile, anche se all’inizio il titolare doveva essere Maniero. La situazione cambia alla vigilia del debutto in campionato. Sull’aereo che porta la squadra a Verona, Pippo indossa i pantaloni della tuta arrotolati all’altezza delle ginocchia. Zeman non gradisce, lo manda in tribuna e al “Bentegodi” schiera Immobile che va subito in gol (la gara finisce 2-1 per il Pescara).
Ieri il tecnico ha parlato così dell’ex allievo che a novembre compirà 36 anni: «Forse Pippo era un po’ troppo allegro per fare le cose sul serio, ma il suo valore è indiscutibile. Sono contento che giochi ancora a buoni livelli e continui a segnare tanti gol». Nei precedenti due campionati in C con l’Avellino è andato in doppia cifra, con la Turris è già a quota 10. In carriera non ha mai battuto il Pescara (4 pareggi e 4 sconfitte in 8 gare) segnando un solo gol quando era al Cosenza (1-1 nel 2018). L’anno successivo è tornato al Pescara firmando un contratto annuale con opzione di rinnovo se avesse realizzato 7 reti. Ne ha segnati 6 in campionato e 1 ai play out contro il Perugia, ma per prolungare il contratto avrebbe dovuto farne 7 nella stagione regolare. Così, l’opzione non è scattata e la società non lo ha accontentato. Pippo ci è rimasto male, però il suo legame con città e tifosi è rimasto immutato.
Le scelte. Reduce da 4 risultati utili di fila (8 punti) la Turris cerca il successo fuori casa dopo quasi quattro mesi (1-0 a Messina). Il tecnico, Gaetano Fontana, due anni fa ha scritto un libro (“Il 4-3-3 e le sue evoluzioni”) partendo dalle idee di Zeman. «Per me è un’icona», ha detto ieri Fontana, «tempo fa ero seduto tra lui e Silvio Baldini e non ho avuto il coraggio di parlargli. È un santo del calcio». In difesa Frascatore (altro ex) si gioca il posto con Boccia.
Giovanni Tontodonati
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