Maniero fa sperare, ora serve una vittoria

Il ritorno al successo permette di scongiurare la retrocessione diretta e se venerdì i biancazzurri batteranno il Chievo sarà salvezza diretta
PESCARA. All’ultima chiamata il Pescara risponde presente con quel poco di fiato che gli resta. Vince e spera. Torna al successo dopo sette partite. Era il 20 giugno quando batteva 3-1 la Juve Stabia e immaginava di poter rientrare nella lotta per i play off. Alla penultima giornata, invece, supera 1-0 il già retrocesso Livorno e alla fine i tre punti regalano due certezze: permette di scongiurare l’incubo della retrocessione diretta e, grazie anche agli altri risultati della 37ª giornata della serie B, sa che vincendo venerdì a Verona contro il Chievo conquisterà la salvezza. Il Pescara è dunque tutt’ora in zona play out, visto che ha gli scontri diretti a sfavore con il Perugia che ha gli stessi punti (45). Ora farebbe gli spareggi-salvezza contro il lanciatissimo Cosenza alla quarta vittoria di fila, ma è padrone del proprio destino. Una consapevolezza matematica che, però, cozza con quanto visto ieri sera contro un Livorno alla settima sconfitta di fila composto da una banda di ragazzotti guidata dall’ex Luci. Poco più di uno sparring partner. Appena un gol, quello di Riccardo Maniero all’inizio della ripresa, e tanta paura di non farcela. Pesano eccome le ultime deludenti prestazioni in un Pescara che gioca male il primo tempo. Squadra mentalmente bloccata. Sembra una banda in cui ognuno suona uno spartito diverso dall’altro. Ognuno cerca di fare per sè. Una disorganizzazione di gioco imbarazzante se si pensa che di fronte c’è una formazione demotivata. E poi i soliti problemi negli ultimi venti metri in cui risalta l’assenza di Galano (tornerà dalla squalifica venerdì al Bentegodi insieme a Masciangelo) o comunque di quella qualità necessaria per mettere in crisi una difesa schierata. Il tecnico Sottil - alla prima vittoria sulla panchina biancazzurra - parte con il 4-3-2-1 che, cammin facendo, diventa 4-2-3-1, ma è impressionante la lentezza della manovra. Pescara senza ritmo. Che ha le sue occasioni da rete e le fallisce e che trema in un paio di occasioni quando Fiorillo devia una conclusione di Trovato e quando Haoudi chiude in maniera imprecisa un contropiede che aveva trovato impreparata la difesa. Il Delfino è nervoso, fioccano tre ammonizioni. Ci prova dalla distanza con Clemenza e Memushaj. Lo stesso Clemenza manda alto da posizione favorevole. L’emblema di un Pescara in balia di se stesso al 40’, quando Palmiero calcia dal limite, il portiere respinge e Zappa resta fermo impietrito rinunciando allo scatto per il tap in vincente sotto porta. Nella ripresa la scossa arriva da Pucciarelli che entra al posto del deludente Kastanos. Ed è proprio l’attaccante ex Chievo, al 7’, a rifinire un contropiede manovrato per Maniero che sblocca il risultato. È la fine di un incubo, perché il Livorno non ha la forza per reagire e il Pescara si tiene stretto i tre punti che regalano speranza in vista dell’ultima gara della regular season. Si giocherà la salvezza a Verona contro un Chievo che, grazie al successo al Vigorito contro un Benevento già promosso in A, rientra in zona play off. E quindi avrà bisogno di vincere venerdì (ore 21) per guadagnarsi il posto migliore nella griglia degli spareggi per assegnare la terza promozione in A. Al Pescara servirà una vittoria che in virtù dello scontro diretto tra Venezia e Perugia sarebbe la chiave per mettersi alle spalle cinque squadre in classifica. Altrimenti saranno play out con il rischio (in caso di sconfitta) di essere scavalcato dal Cosenza (se vince) e quindi di rinunciare al vantaggio della migliore posizione in classifica che garantisce la permanenza in B al termine del doppio confronto (7 e 14 agosto) in caso di parità di gol.
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