Maniero, lacrime e gol: «Che emozione»

27 Ottobre 2019

L’attaccante piange dopo il rigore trasformato: «Sorpreso dall’impiego di Borrelli, ma va bene così». Machìn: stiamo crescendo

PESCARA . Chi iniziava ad avere dubbi sul rapporto tra la squadra e Luciano Zauri ha avuto una risposta inequivocabile. Il confronto di lunedì scorso tra il tecnico e i calciatori è stato salutare e la prestazione sontuosa di ieri ha confermato che il legame è ancora molto stretto. Ledian Memushaj era tra quelli che ha preso la parola durante il faccia a faccia al Poggio degli Ulivi e contro il Benevento ha dato l’anima in campo sbloccando anche la gara con un gol bellissimo. «Le voci su presunti malumori sono cavolate che vengono fuori ovunque quando i risultati non arrivano», afferma il centrocampista del Pescara, «non dobbiamo dare importanza a queste stupidaggini. Bisogna fare i complimenti a tutti perché oggi (ieri, ndc) abbiamo disputato un’ottima gara. Il Benevento è la principale candidata alla promozione e lo abbiamo affrontato con la giusta mentalità. Se giochiamo sfruttando il fraseggio possiamo fare grandi cose. Soprattutto in casa dobbiamo provare ad attaccare contro qualsiasi avversario, non abbiamo le caratteristiche adatte per difenderci. Il confronto con Zauri? C’è sempre stato dopo ogni partita. Parlare apertamente serve a noi e anche al tecnico, che è alla prima esperienza tra i grandi. L’allenatore ha bisogno di tempo e questo discorso vale pure per la squadra che è stata rinnovata».
Memushaj non si sbilancia sugli obiettivi. «Due stagioni fa ci eravamo salvati all’ultima giornata a Venezia e l’anno scorso siamo ripartiti senza fissare traguardi precisi. Alla fine siamo arrivati in semifinale play off, ma quel risultato forse ha creato grandi aspettative per questo torneo. Siamo un gruppo nuovo, pensiamo alla salvezza, poi ci concentreremo su altri obiettivi».
Quattro gol in 8 gare (nella 1ª a Salerno era assente): Josè Machìn è l’uomo in più del Pescara. Ieri Zauri lo ha schierato trequartista e il 23enne ha sfoderato una prova maiuscola mettendo a segno una doppietta. «Sono felice per la squadra», le parole di Machìn a Dazn, «stiamo crescendo ogni settimana, anche se i risultati sono altalenanti. L’abbraccio con i compagni dimostra che anche nelle avversità siamo un gruppo di bravissimi ragazzi. Rispetto alla settimana scorsa è cambiata la personalità, stavolta avevamo più voglia di vincere. Il nuovo ruolo? A me interessa solo giocare, non importa dove. È chiaro che stando più vicino alla porta vengono fuori le mie qualità». Infine, la maxi-dedica per le due reti. «Sono per la famiglia, la ragazza, i compagni e il mio amico Pino Di Battista». Felicissimo anche Riccardo Maniero, che si è commosso dopo aver trasformato il rigore del 4-0. «Aspettavo questo momento da troppo tempo e mi sono emozionato», le parole del centravanti, «segnare all’Adriatico e sentire di nuovo i tifosi gridare il mio nome è stata una bellissima sensazione. La dedica è per la mia compagna Barbara e mia figlia Vittoria».
Non si aspettava che gli venisse preferito Borrelli, ma nella ripresa quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. «Non vi nascondo che l’impiego di Borrelli mi ha un po’ sorpreso, però bisogna accettare le scelte e dare sempre il massimo. Credo di aver avuto un discreto impatto e di aver rispettato le consegne dell’allenatore. Al di là della gioia personale, sono contento perché abbiamo disputato una partita splendida contro una corazzata».
L’obiettivo è trovare la continuità. «Sì, contro lo Spezia siamo stati irriconoscibili, oggi (ieri, ndc) sembravamo una squadra irresistibile. Martedì con la Juve Stabia non dobbiamo sbagliare». L’attaccante napoletano, che nella stagione scorsa ha giocato con il Cosenza, non segnava da quasi un anno (30 ottobre 2018 proprio contro il Pescara). L’ultima rete in maglia biancazzurra l’aveva invece realizzata il 28 dicembre 2014 a Livorno prima di essere ceduto al Catania. La sua speranza è che Zauri gli dia presto una chance da titolare. «Aspetto il mio turno, so di dover lavorare ancora di più. Ho avuto poco spazio e di certo non è facile mettersi in mostra. Ora sto bene, mi manca solo il ritmo partita».
Giovanni Tontodonati
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