Maragliulo a testa alta: Lanciano senza paura

Il tecnico: «Ce la giocheremo a viso aperto». Ferrari rischia
LANCIANO. «A Pescara senza paura, con l'atteggiamento giusto per giocare a calcio, a viso aperto e cercare di riportare a casa il risultato». Carica i suoi ragazzi mister Primo Maragliulo dopo la sconfitta contro l'Avellino e alla vigilia della sfida contro il Pescara. Maragliulo che, a differenza dei dirigenti della società, sta ricevendo complimenti e apprezzamenti dalla piazza, dai tifosi. «Non può non farmi piacere tanta stima, che è reciproca», ha detto il tecnico, «quando sono arrivato in città con Marco Baroni, due anni fa, mi sono trovato bene con il posto, con la gente, la società e questi attestati di stima mi fanno piacere. Tutto questo però ha più senso se viene coronato il sogno della salvezza , se c'è il risultato. Se si lavora per bene, ma non si raggiunge l'obiettivo, è una cosa fatta a metà. Lanciano, la gente, la società, la squadra; tutti meritiamo la salvezza».
Ma sulla strada della salvezza ci sono tre gare difficili, la prima domenica, contro il Pescara. «La partita di per sé è inutile da commentare, si descrive da sola», sottolinea il mister, «poi viene in un momento particolare per entrambe le squadre. Per loro, che lottano per il terzo posto in classifica, che gli darebbe grandissimi vantaggi nei play off; per noi, perché uscire indenni dall'Adriatico farebbe salire le possibilità di salvezza. Una partita quindi importante più per i risultati e i risvolti sul campo che per il campanile».
Ma sarà facile giocare dopo la batosta presa in casa dall'Avellino, dopo le contestazioni alla società, anche se non alla squadra? «Sono andato poco sulla partita, l'ho considerata anomala», ha aggiunto Maragliulo, «perché abbiamo giocato 85 minuti in 10 contro 11. Ho fatto i complimenti ai ragazzi, che sono usciti ancora con più forza e consapevolezza dei propri mezzi dalla gara. È chiaro, è stata una batosta grande, ma ho cercato di farla mettere da parte e di pensare solo al Pescara. Sarà sicuramente una partita difficile, ma dobbiamo ripetere le ultime trasferte fatte a Latina e a Cagliari, giocate a viso aperto e dove siamo usciti col rammarico di averle potuto vincere. Mi farebbe piacere avvenisse una cosa del genere, nel senso del giocare con l'atteggiamento giusto, un buon calcio, del fatto che si possano creare le circostanze che ci permettano di portare a casa il risultato».
Un risultato positivo che potrebbe essere anche il pareggio, ha fatto notare il tecnico frentano, non per forza una vittoria, anche se i tre punti sarebbero auspicabili. Ma il Pescara è una squadra forte. «Il Pescara è fortissimo», ha affermato il tecnico leccese, «ha un gruppo e individualità incredibili, non solo Lapadula, che tra tutti spicca perché è il bomber (capocannoniere del campionato, ndc) e quello che finalizza il gioco della squadra. Conosco benissimo quasi tutti i giocatori, avendoli allenati lo scorso anno con Marco Baroni, e sono di grandissima qualità; non solo quelli offensivi. Noi dobbiamo affrontarli senza paura, consapevoli di giocare contro squadra fortissima, ma senza timori, con la voglia di fare bene, di fare risultato».
Nella formazione Maragliulo ha un dubbio in attacco: è quello di Ferrari. Se non dovesse farcela, comunque, al suo posto è pronto Bonazzoli. Intanto, il ricorso in appello contro l’ultima penalizzazione è stato depositato. Il dibattimento potrebbe esserci la prossima settimana.
Teresa Di Rocco
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