Marchesani: meritavamo di partecipare al Giro

11 Maggio 2018

Il co-patron della Nippo Fantini Europa Ovini: «Volevo Ciccone in squadra e ora faccio il tifo per lui»

PESCARA. La delusione della Nippo Fantini Europa Ovini per non aver partecipato al Giro d’Italia è ancora tanta e ci vorrà del tempo per smaltirla, ma il co-patron del team Professional, Gabriele Marchesani guarda avanti: «Meritavamo di andare al Giro ed eravamo quasi sicuri della wild card per andare alla corsa rosa. Forse un anno di pausa alla Bardiani poteva essere dato, dopo quello che era successo l’anno scorso con il caso di doping prima della partenza», racconta l’imprenditore abruzzese al vertice del team insieme a Valentino Sciotti. «Comunque, abbiamo fatto e faremo corse importanti grazie alla Rcs, che ringraziamo per la disponibilità mostrata nei nostri confronti». E sul futuro, aggiunge: «Ci riproveremo l’anno prossimo».
Marchesani parla anche degli unici due abruzzesi in gara, ovvero Giulio Ciccone e Giuseppe Fonzi: «Sono l’orgoglio di questa regione. Ciccone quest’anno l’abbiamo trattato per portarlo nella Nippo Fantini Europa Ovini, ma poi è rimasto alla Bardiani. Ora faccio il tifo per lui e spero che vinca a Campo Imperatore. Credo che sia una tappa adatta alle caratteristiche di Ciccone e sarebbe bello vedere trionfare un nostro corridore sulle strade d’Abruzzo, calcolando che il Giro rimarrà da noi per tre giorni, compreso il riposo fissato per lunedì, e la tappa che partirà da Penne martedì».
L’imprenditore, titolare dell'azienda Europa Ovini che ha sede a Ripa Teatina e fondatore della squadra di ciclismo Gm Europa Ovini ora inglobata dalla Nippo Fantini, fa le carte alla 101ª edizione del Giro d’Italia: «Tom Dumoulin secondo me è il principale candidato alla vittoria finale insieme a Chris Froome e Fabio Aru. Dico, però, che potrebbe esserci un nome a sorpresa come quello di Davide Formolo. La tappa di Campo Imperatore potrebbe dare il primo scossone alla classifica generale».
Infine, Marchesani dice la sua sulla partecipazione di Chris Froome, che rischia una squalifica per doping per la non negatività al salbutamolo riscontrata all’ultima Vuelta di Spagna. «È qualcosa di anomalo», dice. «Una cosa simile è capitata ad Ulissi e prese 13 mesi di squalifica».
(l.d.m.)
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