Marchionne: io in politica? No grazie

Così il presidente del Cavallino declina la proposta di Berlusconi
ZELTWEG (Austria). Sergio Marchionne irrompe nel Red Bull Ring e infiamma l’immediata vigilia del Gran premio d’Austria di Formula 1. Il presidente della Ferrari ha voluto personalmente sostenere le Rosse in una gara cruciale nella corsa al titolo iridato 2017.
Il suo intervento a 360 gradi – nel giorno in cui declina l’invito di Berlusconi a scendere in politica come leader del centrodestra - parte dal gesto di Vettel a Baku e si propaga fino all’analisi dettagliata della sfida iridata contro gli avversari di sempre della Mercedes. «Ho visto l’incidente di Baku solo il giorno dopo, a Maranello: diciamo che era da evitare. Ma Vettel ha pagato. Adesso è il momento di lasciarlo in pace. Più che una gara sembrava il Colosseo: non dimentichiamo che abbiamo perso la seconda macchina alla seconda curva, per un comportamento non corretto. Non so chi si sia comportato bene e chi no».
Il presidente della Ferrari sottolinea una volta di più come la scuderia modenese sia in lizza per il Mondiale e come questo obiettivo sia al centro del progetto.
«I piloti, il loro Mondiale, hanno un valore essenziale per loro. Il campionato costruttori è il riconoscimento che vale. Il Mondiale? Spero non sia un tabù. Siamo pronti a giocarcela. La cosa importante ora è finire il lavoro cominciato l’anno scorso».
Quindi il messaggio politico: «Berlusconi è un grande, nella sua uscita ha spiazzato tutti quanti, chapeau per lui», ma a fare il candidato leader del centrodestra non ci pensa proprio, «nemmeno di notte».
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