Marchionne: «Questa non è la Ferrari»

4 Settembre 2017

L’ira del numero uno di Maranello per la supremazia Mercedes. Solo terza la Rossa di Vettel dopo le due Stelle d’argento

MONZA. Nel box Ferrari sapevano che Monza è una pista più favorevole alle caratteristiche della Mercedes, ma almeno ci si attendeva di dar battaglia a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. «È stato quasi imbarazzante vedere la differenza tra loro e noi», il commento a caldo del presidente della casa di Maranello Sergio Marchionne dopo aver visto Sebastian Vettel arrivare terzo, ben 36 secondi dopo l'inglese, che gli ha provvisoriamente sfilato la leadership mondiale, e Kimi Raikkonen quinto, a 20” dalla Red Bull di Daniel Ricciardo.
Nulla è compromesso. «L'obiettivo non cambia per la classifica piloti e costruttori», ma sono una scossa le parole di Marchionne, che alla vigilia aveva definito la Ferrari «totalmente alla pari» dei rivali tedeschi e invece ha visto un'involuzione in qualifiche e gara: «Questa non è la Ferrari: bisogna raddoppiare l'impegno. Dobbiamo togliere il sorriso dalla faccia di questi, mi stan girando un po’ le balle. Abbiamo sofferto, la macchina non è migliorata dal Belgio a qui. C'è qualcosa che abbiamo fatto sull'assetto della vettura che non ha funzionato, bisogna capire cosa abbiamo sbagliato» ha ammesso Marchionne, al fianco del team principal Maurizio Arrivabene e del direttore tecnico Mattia Binotto, che hanno avuto una sessione di prove libere in meno per lavorare e sotto la pioggia in qualifica, ha ammesso lo stesso numero1 della Ferrari, «si sono fatti trovare impreparati» dagli pneumatici da bagnato estremo, testati solo per pochi giri a Silverstone. Partire dalla terza fila ha reso tutto più complicato. «Non importa, dopo la partenza eravamo tutti liberi di correre e la macchina non ce l'ha fatta, si vedeva, ci prendevano quasi un secondo al giro, impossibile» la constatazione di Marchionne. Questa volta la Mercedes era superiore, non potevamo fare niente. Abbiamo fatto il meglio possibile. Ce la vedremo a Singapore».
E per fortuna della Ferrari, la Red Bull ha deciso di “rinunciare” alla gara, apportando interventi alle power unit che hanno relegato nelle retrovie della griglia Daniel Ricciardo e Max Verstappen. Altrimenti, almeno l'australiano, quarto al traguardo davanti a Kimi Raikkonen, avrebbe potuto togliere altri punti al tedesco.
Hamilton, dopo la pole record di sabato sotto l'acqua, ha volato anche sotto il sole della domenica, dominando dal primo all'ultimo giro, mancando solo di firmare il giro veloce, appannaggio di un impressionante Ricciardo. I tre punti su Vettel sono nulla, ma la pressione che il britannico sta mettendo sul Team del Cavallino è davvero tanta. Vettel ha faticato molto per tenere il ritmo del duo di testa. Sfortunato Max Verstappen, che a causa di una “toccata” con Massa, in avvio, è rimasto fuori dai giochi, portando a casa un solo punto. Il Mondiale lascia l'Europa e si sposta ora in Asia per le gare a Singapore (17/9), in Malesia (1/10) e Giappone (8/10). Tre circuiti dove la Ferrari si aspetta di essere molto più competitiva.