Marchionne scarica Montezemolo

8 Settembre 2014

Altro flop delle Ferrari e l’amministratore delegato della Fiat prepara la successione al vertice: «Nessuno è indispensabile»

Un terremoto ai vertici e un flop in pista con le Mercedes di Hamilton e Rosberg che confermano un dominio incontrato. Passerà alla storia della Ferrari ma non come un'impresa questo Gp di Monza, destinato a segnare uno spartiacque per l'avvertimento del presidente della Fiat Sergio Marchionne.

La sostituzione del presidente della Rossa Luca Cordero di Montezemolo «non è in agenda ma nessuno è indispensabile», ha chiarito dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, mentre Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, 50 chilometri a sud, erano alle prime battute dell'attesa corsa di casa, che lo spagnolo avrebbe finito dopo 29 giri con il motore spento e il finlandese al nono posto. Mentre ieri Montezemolo, chiarendo di aver dato a marzo alla Ferrari la sua disponibilità per altri tre anni, ha ammesso le difficoltà in pista evidenziando i «risultati economici e finanziari da record», Marchionne ha sottolineato soprattutto le delusioni sportive, stufo di «vedere gente in settima posizione o in dodicesima».

Il presidente della Fiat, che controlla il 90% di Ferrari, ha detto che sui «risultati economici, i volumi, Luca ha fatto un grandissimo lavoro e gli faccio i miei complimenti».

Ma, ha aggiunto, «il cuore di Ferrari è quello di vincere in Formula 1. Vedere la Ferrari in queste condizioni avendo i migliori piloti, box di una qualità eccezionale, ingegneri che sono veramente bravi, vedere quel sistema lì e vedere che non vinciamo dal 2008... Mi dà un fastidio enorme vedere da troppo tempo le cose che non vanno bene».

Frasi che suonano come un atto di sfiducia, rendono sempre più realistico il divorzio fra la scuderia di Maranello e Montezemolo, e rimbalzano in un box alle prese con l'ennesima delusione stagionale.

Queste tensioni fanno male all'immagine della Ferrari? «Io so che non fa bene all'immagine della Ferrari avere una macchina fuori e una nona», è la replica del team principal Marco Mattiacci, affatto pentito di aver lasciato il suo ufficio Ferrari a Manhattan per sostituire ad aprile Stefano Domenicali, che vive a due passi dall'autodromo e dopo quasi cinque mesi è tornato nel paddock per salutare amici, ex colleghi e quell'Alonso il cui futuro è al centro di rumors quasi quanto quello di Montezemolo. Il discorso vale anche per Raikkonen (decimo al traguardo), tornato in posizioni di rincalzo (decimo al traguardo), dopo aver sfiorato il podio a Spa: «Ho lottato» ha spiegato «ma semplicemente non avevo la velocità per superare le macchine davanti a me».

La Mercedes e Lewis Hamilton tornano dunque alla vittoria nel tempio della velocità, la pista di Monza, che premia solo i veri campioni. Uno di loro è l'inglese, che approfitta di un grossolano errore del compagno Nico Rosberg per strappargli il successo e riaprire la sfida Mondiale, e mentre Massa «controllava» da lontano i due leader, stabile al terzo posto, il suo compagno Bottas ha ribadito le sue qualità(e oggi Frank Williams li ha entrambi confermati).

Meno rispetto per il più titolato compagno ha avuto Daniel Ricciardo, che ha sorpassato Vettel nel finale strappandogli il quinto posto. Il Gp di Monza sembra dire che qualcosa, magari presto, cambierà in molti team.