Marco Aurelio: «Il sogno? Avezzano tra cinque anni in serie C»

Marsicani promossi in Eccellenza. Il presidente biancoverde sul futuro: obiettivi, priorità e centro sportivo
AVEZZANO. La festa è appena cominciata. Dopo la baldoria dell’altra sera, i protagonisti della cavalcata biancoverde promettono almeno «altre due settimane di festeggiamenti». Complice, anche, la conquista del titolo della Juniores, arrivato nel pomeriggio di ieri. Il presidente dell’Avezzano, Luca Marco Aurelio, uomo simbolo della rivalsa del calcio avezzanese dopo il rumoroso fallimento della scorsa estate, si commuove ancora a ripercorrere i momenti chiave di domenica. «Quando ci è giunta notizia del vantaggio del Favale sulla Rosetana ho rischiato d’impazzire. Il tempo non passava mai. Ho seriamente pensato di non reggere all’agitazione». Il film della vittoria del campionato, arrivata con due giornate d’anticipo rispetto al calendario stagionale, è solo il primo atto di un progetto a lungo termine. È il segnale di cui la città aveva bisogno per ritrovare entusiasmo. E proprio sulla scia dell’obiettivo raggiunto, il presidente traccia la rotta verso il futuro. «Il sogno è arrivare in serie C entro cinque anni. Ma attenzione, quest’anno abbiamo fatto qualche sforzo in più per dare prova della nostra serietà. Ora non vogliamo obblighi, né pressioni. Il prossimo anno dovrà essere, più di tutto, un momento di costruzione. Le priorità? Allargare la società e concretizzare la visione del centro sportivo».
Il nodo strutture
Il primo pilastro della nuova era parte dal mattone. «La prima rivoluzione riguarderà lo stadio dei Marsi Cimarra», spiega Marco Aurelio. «In primis, chiederemo al Comune una struttura d’appoggio per gli allenamenti settimanali, che sia Antrosano o San Pelino. Non vogliamo essere un’isola. Siamo certi di dover convivere con le altre realtà calcistiche della città. E crediamo che per loro, strutturare un percorso di condivisione con la prima squadra di Avezzano, significhi gettare le basi per una sinergia costante nel tempo, a vantaggio della crescita di tutti. Rimetteremo mano agli spalti, per rendere più confortevole l’esperienza della partita, magari con poltroncine moderne. E immaginiamo anche un lounge bar, sempre nell’area della tribuna». Quindi, il progetto milionario del centro sportivo a nord della città. «Non si possono buttare soldi senza far crescere i nostri talenti. Dobbiamo costruire un complesso multifunzionale e distinguerci per la cura e l’attenzione che mettiamo nel coltivare i talenti di domani».
Programmazione tecnica
L’Eccellenza rappresenta un salto di categoria tecnico. Marco Aurelio invita alla calma, pur non ponendo limiti alla provvidenza: «Andremo per gradi con una progettazione precisa. Non vogliamo l’obbligo di vincere subito quest’anno, ma ci proveremo». Sul fronte tecnico, la continuità è la parola d'ordine. «Il rapporto con i direttori Luca Di Genova e Marco Giannetti è solido. Di Genova ha carta bianca rispetto alle decisioni tecniche e di mercato della prima squadra. Il primo passo nell’ottica della programmazione della prossima stagione sarà quello di sederci a tavolino con lui». Per rispetto dei ruoli e delle tante voci in seno alla dirigenza, il presidente non si espone sulla permanenza del tecnico Mirko Pagliarini. Non prima di averne parlato in sede decisionale. Sebbene l’allenatore abbia firmato un contratto blindatissimo, con riconferma automatica in caso di vittoria del campionato. Clausola prevista anche il prossimo anno, nell’eventualità della scalata in serie D. Riguardo alla rosa, invece, sono tre i tesserati che hanno siglato un biennale: Bozzolini, Mascella e Carnevali. «Punteremo ad allestire una squadra giovane, che possa garantirci materiale per i prossimi anni», chiarisce.
Notti insonni e rivincite
Il successo ha radici sofferte nel passato recente. Marco Aurelio non ha dimenticato i momenti bui del periodo spartiacque tra il fallimento della gestione Pecorelli e la ripartenza dalla Promozione. «A ripensarci oggi è stata davvero dura. Non avete idea di quante notti insonni. Col senno di poi, a giudicare da come è andata, ne è assolutamente valsa la pena».
Il sapore della vittoria
«Sono stato sommerso dai messaggi», confida il presidente. «Su tutti, due mi hanno particolarmente inorgoglito. Quello del presidente della Rosetana, Giuseppe Lamedica, a cui ho ricambiato i complimenti. E poi quello del presidente del Pescara Daniele Sebastiani, con il quale mi auguro di poter instaurare una sinergia operativa a lungo termine. Ora cercherò di superare questa grande commozione e in queste due settimane di campionato ci rilasseremo, godendoci la vittoria. Ma lasciatemi ringraziare due persone che in questo percorso mi hanno sopportato e supportato. Senza le quali non avrei potuto fare nulla. Mia moglie Sara e mia mamma Wilma. A loro dedico questa prima, grande impresa».
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