Marilungo: battere il Cesena? Ci vuole la partita perfetta

17 Marzo 2016

L’attaccante dei frentani ha giocato con i romagnoli 24 gare in B e 8 in A «La svolta per noi dopo il ko col Trapani: siamo stati ridicoli, ci siamo rialzati»

LANCIANO. «Abbiamo toccato il fondo nella partita contro il Trapani. Quella sconfitta ci ha dato la scossa per rialzarci. Dovevamo pedalare perché eravamo stati ridicoli. Ci siamo rialzati». Guido Marilungo, un ex della sfida contro il Cesena, indica nella sfida di Trapani, quella persa tre a zero in casa e che è costata l’esonero a mister D’Aversa, la partita della svolta per i rossoneri. Anche se, a far rialzare la Virtus, ha poi contribuito l’arrivo di un nuovo tecnico, Primo Maragliulo. Con lui la Virtus ha preso a volare anche se la strada per la salvezza è ancora tutta in salita.

«Rispetto all’andata credo che sia cambiato l’approccio», ha detto Marilungo, «noi “vecchietti” che c’eravamo anche all’andata siamo rimasti molto colpiti dalla partita col Trapani, quella in cui è stato esonerato mister D’Aversa. Quella partita ci ha fatto sentire che avevamo toccato il fondo. Per lo meno io mi sentivo male e in colpa anche per l’esonero del mister perché in campo ci siamo andati noi. Da lì, da quella partita in cui potevamo prendere pure 10 gol senza avere alcuna reazione, abbiamo avuto quella scossa che ci ha fatto dire: dobbiamo pedalare perché siamo stati ridicoli». E da lì è partita la rimonta della Virtus che arriva alla sfida col Cesena carica, con 5 vittorie in 7 partite, ma anche consapevole che quella contro la squadra di mister Drago sarà una sfida difficilissima.

«Battere il Cesena? Si può», ha assicurato l’attaccante dell’Atalanta, «ma il Lanciano deve fare la partita perfetta, commettere pochissimi errori e cercare di sfruttare quelle occasioni che il Cesena lascerà».

Insomma per Marilungo, che a Cesena ha giocato 24 gare con 5 gol in B e 8 gare con un gol in serie A, avventura poi bloccata dall’infortunio all’adduttore, il Lanciano può farcela, restando concentrato ed evitando errori. L’attaccante, che ha superato l’influenza dovrà prendere per mano la sua squadra. Cosa che in realtà sta facendo da quando è rientrato in campo, ad un anno esatto dall’infortunio, il 26 ottobre scorso. Inamovibile per D’Aversa che lo ha voluto e atteso, inamovibile per Maragliulo che lo lascia in campo anche con i crampi, l’attaccante dell’Atalanta a 27 anni, proprio per l’esperienza che ha, sembra una chioccia per i tanti giovani arrivati nel mercato di gennaio. Mercato in cui pareva destinato a lasciare i rossoneri. «Mi trovo bene col gruppo, tutti ragazzi giovani, bravi, che hanno portato allegria», ha detto Marilungo, «anzi, sono anche i risultati che hanno portato allegria. Quando vinci è sempre tutto più bello. Io una chioccia? Sono giovane per fare da chioccia! Però i ragazzi prendono esempio dai più grandi e dobbiamo stare attenti a come ci comportiamo. Ci sono ragazzi molti bravi, Bonazzoli, Rocca, Vitale che vengono da grandi squadre e avranno un grande futuro, ma il mio pupillo è Di Francesco». Che fa rigare dritto. «Da quando ha iniziato a far gol e a fare bene», ha chiuso l’attaccante, «ogni giorno deve portarmi il caffè in allenamento, così non si monta al testa!».

Teresa Di Rocco

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