Marini carica Roseto, Chieti con Saffold

L’ala degli Sharks: «I nostri tifosi saranno determinanti», cambia lo sponsor. La Proger punta sull’americano a rischio taglio
ROSETO. Mentre la prima squadra è alla ricerca della chiave giusta che le faccia tornare a vincere il derby dopo le ultime tre sconfitte consecutive, la società degli Sharks ha ufficializzato ieri sera il cambiamento del main sponsor: da domenica tornerà sulle maglie come partner principale la Mec Energy, facendo diventare secondo sponsor l’Industrialesud. Si tratta in realtà di un ritorno per un marchio che in passato aveva già ricoperto questo importante ruolo, un avvicendamento tra due realtà facenti riferimento alla famiglia Di Sante, alla guida della società abruzzese da oramai un quinquennio. La gara di domenica, avrà un sapore particolare per gli Sharks, sia perché c’è la voglia di tornare a vincere un derby, sia perché la classifica ha bisogno con urgenza di pesanti punti salvezza: «Non vedo l’ora di tornare al PalaMaggetti, dove manchiamo da un mese», ha raccontato il rosetanissimo Pierpaolo Marini. «Farlo in occasione di un derby ci dà una grande carica agonistica, peccato per il divieto ai tifosi teatini, ma sono certo che sugli spalti ci sarà il pubblico delle grandi occasioni; sarà un impegno importante per noi, e dovremo fare attenzione a gente come Monaldi, Ancellotti e Sollazzo, il loro match winner nello scorso turno», conclude la giovane ala biancazzurra, «ma abbiamo grande fiducia nei nostri mezzi e vogliamo farci trovare preparati». Mentre va registrato il buon successo della cena di finanziamento di ieri sera con ben oltre un centinaio di presenze, lo staff delle giovanili continua intanto il suo lavoro di reclutamento: «Grazie alla rete di osservatori creata, e che stiamo cercando di ampliare sempre più, abbiamo avuto in prova nel periodo natalizio diversi ragazzi interessanti», racconta Marco Angelini, Responsabile organizzativo delle giovanili. «A fine dicembre, abbiamo testato buoni prospetti italiani appartenenti alle annate 1997 e 1998 che hanno dimostrato di essere già in possesso di buone doti; e poi proprio in questi giorni, abbiamo lavorato sul parquet insieme a tre ragazzi ancor più giovani, il primo nato nel 1999 ed alto ben 208 centimetri, mentre gli altri due sono del 2000 ed alti 194 centimetri, tutti di nazionalità albanese». Nuove leve che potrebbero tornare utili a lungo termine, visto che si parla di giovanissimi, addirittura anche quattordicenni: «D’accordo con la società, vogliamo portare avanti un programma che guardi anzitutto alla crescita dei giocatori, senza troppo badare al numero di partite vinte nell’anno», è stato il commento del coach Antimo Di Biase, che ben spiega la filosofia societaria.
Marco Rapone
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