Marino: Chieti, manca la mentalità

13 Marzo 2018

Eccellenza, il tecnico neroverde deluso. Domani il Giulianova in coppa a Pomezia

Un turno vietato ai deboli di cuore, l'ultimo di Eccellenza. Su nove gare in programma, più della metà si sono infatti decise in zona Cesarini. Una domenica al cardiopalma, quindi, ma non solo, a giudicare dalle polemiche dichiarazioni post gara rilasciate, nei confronti della classe arbitrale, da parte di alcuni dirigenti. Il carico da novanta lo ha messo il patron del Real Giulianova Luciano Bartolini, tacciando senza mezzi termini di inadeguatezza la terna arbitrale inviata al Fadini.
Al massimo dirigente giallorosso, e non solo a lui, non sono andati giù i due gol annullati alla sua squadra. Che nonostante il pareggio interno col San Salvo, resta saldamente in vetta alla classifica, con ben 11 punti in più rispetto alle sue immediate inseguitrici. Vantaggio pressochè incolmabile, a soli cinque turni dalla fine della regular season. Per i giuliesi, comunque, è già tempo di tornare al lavoro, essendo alle porte la sfida di andata (in programma domani in terra laziale), che li vedrà opposti al quotata UniPomezia. In ballo c'è l'approdo alle semifinali della Coppa Italia nazionale di Eccellenza, altro traguardo nel mirino del club giallorosso, che sogna di ripetere il Triplete dello scorso anno. Le altre, invece, si concentrano sull'imminente disputa dei play off. Dei quali faranno sicuramente parte le due seconde, Chieti e Martinsicuro, di nuovo appaiate in classifica, complice l'incredibile harakiri di Cupello, da parte dei neroverdi di Marino. Che a mente fredda, analizza così la doppia rimonta patita nei minuti di recupero dalla sua squadra: «Abbiamo buttato via una vittoria», spiega il trainer del Chieti, «fino a quel momento più che legittima, non avendo mai corso grossi pericoli. Nei 3' finali però sono venuti fuori tutti i nostri limiti caratteriali. Forse pensavamo di aver già vinto e questo è un errore che non possiamo permetterci visto che, come ripeto sempre, le partite durano finchè l'arbitro non ne decreta la fine. Difetti», prosegue Umberto Marino, «che ci portiamo dietro e che dobbiamo cercare di eliminare in fretta. Purtroppo molti giocatori, con i quali forse sono sin troppo esigente, non sono abituati a lottare per vincere, finendo fatalmente col soffrire le pressioni di una piazza esigente come quella neroverde. In questa Eccellenza militano almeno sei o sette squadre dotate di organici non inferiori al nostro, per cui non è facile vincere come l'anno scorso, in un'altra categoria e sotto un altro nome. E' ciò che la squadra deve capire, adeguandosi anche a livello di mentalità». Pure nelle retrovie, comunque, l'ultimo turno ha lasciato il segno. Soprattutto a Miglianico, che recrimina per la sconfitta patita sul campo della Torrese. «Il rigore fischiatoci contro, quando eravamo in vantaggio per 2-1», sottolinea il vice-presidente gialloblù Enzo Pizzica, «è parso a tutti dubbio, ma quel che resta incomprensibile è la conseguente espulsione comminata al nostro giocatore. Colpevole di aver spintonato in mischia il suo avversario, secondo il signor Sciubba di Pescara, che alle nostre rimostranze circa l'espulsione ha replicato parlando di fallo da ultimo uomo. Assurdo! Rigore contro e uomo in meno», conclude Pizzica, «e la Torrese ne ha subito approfittato, riuscendo a ribaltare il risultato nei minuti finali». Quanto alla zona play off, come detto, sono ancora due (al netto della regola relativa ai distacchi) i posti disponibili, ai quali aspira un gruppetto di squadre comprendente anche Paterno e Spoltore, che domani recuperano il loro confronto diretto. Stefano De Cristofaro
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