Marino: con un bomber il Pescara si salverà

22 Ottobre 2016

Il doppio ex di Udinese-Pescara tra ricordi e previsioni: gara da tripla

PESCARA. «Del Pescara? Certo che parlo. Mi chiami tra un'ora e sarò tutto per lei. Nessun disturbo, Pescara è nel mio cuore». E' appena salito a bordo di un aereo che lo sta portando a Roma, dove si reca di frequente perché è opinionista in una trasmissione di Rai Sport. Pierpaolo Marino tra mille impegni, telefonate e incontri risponde ben volentieri al Centro. Domani (ore 12,30) è in programma Udinese-Pescara, una gara speciale per l'ex direttore sportivo dei biancazzurri, dal 1991 al 1996, e dei friulani per otto anni (1996-2004). Il 62enne manager irpino è abilissimo nelle plusvalenze e grande scopritore di talenti.

Marino è la sua partita: Udinese e Pescara due esperienze che hanno segnato in positivo la sua carriera, vero ?

«Sono due società che mi hanno dato tanto, umanamente e professionalmente. Sono stato benissimo a Pescara, ma non dimentico anche le altre mie esperienze in carriera».

Se le dico Pescara, lei a cosa pensa?

«Penso alla promozione in serie A, ma anche al calore della gente e della tifoseria. Ricordo anche i giocatori che sono passati quando ero lì. Dico Allegri, Massara, Dunga e Camplone per esempio. Ci sono anche altri nomi, ma questi sono diventati grandi allenatori o direttori sportivi, come Ricky Massara».

A livello personale?

«La vostra città è bellissima, vivibile. Ricordo una Pescara sfavillante e piena di vita. Il mare, il centro, la riviera. Ho dei ricordi stupendi, anche se mi hanno detto che negli ultimi tempi è un po' cambiata».

Della squadra attuale che idea si è fatto?

«E’ una squadra a cui mancano le punte, è inutile girarco attorno. L'impatto con la serie A è stato positivo perché Oddo fa giocare benissimo il suo Pescara, però fa un lavoro triplo per finalizzare. Tutte hanno attaccanti in grado di garantire un certo spessore offensivo, forse il Crotone ha degli attaccanti che hanno fatto benissimo in B e si misurano da protagonisti in serie A, ma le altre sono tutte coperte. A mio avviso c'è bisogno di una punta di categoria per provare a centrare la salvezza. Con un centravanti il Pescara avrebbe 4 punti in più».

Che cosa servirebbe?

«Un finalizzatore. Diciamo un finalizzatore tipo Ciro Immobile, tanto per rendere l'idea. Sicuramente Caprari sta facendo bene da finto centravanti, ma alla lunga potrebbe non bastare».

Quindi, consigli per gli acquisti per gennaio?

«Per carità. Ho profonda stima di Daniele Sebastiani e del suo staff. Sono competenti e sanno bene come operare. Per me Daniele è un caro amico e sono sicuro che sa già cosa fare».

D'accordo, ma lei chi prenderebbe?

«Giocatori tipo Paloschi o Babacar».

Nello specifico su chi punterebbe?

«Pinilla dell'Atalanta non mi dispiacerebbe, anche Iemmello del Sassuolo è un buon giocatore. E poi consiglio anche un difensore».

Quale?

«Guglielmo Stendardo, sempre dell'Atalanta. Un ragazzo affidabile e che conosce la categoria».

Quali giovani le piacciono del Delfino?

«Caprari e Zampano. Stanno facendo cose importanti».

Che partita sarà Udinese-Pescara?

«Aperta a tutti i risultati. Per il Pescara sarà una gara difficile perché i friulani con l'arrivo di Delneri sono cambiati tanto. Con la Juve hanno fatto una partita importante».

Il giocatore più pericoloso?

«Duvan Zapata».

Massimo Oddo le piace?

«Parecchio. Ho avuto suo padre, che ho lanciato ad Avellino, e anche lui ha la stoffa dell'allenatore. Vi racconto un retroscena».

Prego, dica.

«Tre anni fa volevo prendere Massimo per la panchina della Primavera dell'Atalanta, ma poi non riuscimmo ad ingaggiarlo. A me piace tanto: ha idee, è propositivo, sfrontato e intelligente. E' un vero allenatore moderno. Sta dimostrando di valere la categoria, anzi, vi dico che il valore aggiunto del Pescara è proprio lui».

I biancazzurri possono centrare la salvezza?

«Sì, ma a gennaio devono rinforzarsi in attacco. Quest'anno la quota salvezza sarà più abbordabile rispetto ad altre stagioni e il Pescara, con un finalizzatore, può ambire alla salvezza».

Il miglior colpo di mercato qual è stato?

«Higuain alla Juventus, senza dubbio».

E tra le cosiddette provinciali?

«Borriello al Cagliari è una scommessa vinta».

Dietro quale scrivania la vedremo prossimamente?

«Quella di casa mia. A parte le battute, vedremo cosa riserverà il futuro».

Il suo colpo migliore da direttore del Pescara e da quello dell'Udinese?

«Max Allegri preso per 400 milioni di lire e poi rivenduto al Cagliari per 7 miliardi. In Friuli ricordo bene Vincenzo Iaquinta, che prendemmo per 1,5 miliardi di lire dal Castel Di Sangro e rivendemmo alla Juve per 10 milioni di euro. Ma anche Jankulovski preso per 2 milioni e rivenduto per 8 al Milan».

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