Marino: Pescara, ancora tu?

29 Maggio 2015

L’allenatore del Vicenza (ex biancazzurro): mai mi sarei aspettato di giocare la semifinale col Delfino

PESCARA. Mai si sarebbe aspettato di trovare il Pescara agli spareggi. Lo scorso 30 ottobre l’ex allenatore biancazzurro, Pasquale Marino, è diventato il nuovo tecnico del Vicenza.

Da quel momento è iniziata la risalita, culminata con un risultato straordinario. Alla fine della regular season la classifica dei veneti si è capovolta: da terzultimi a terzi. Niente male per una squadra destinata al campionato di Lega Pro.

«Non avrei mai immaginato», confessa Marino, «di arrivare a giocarmi la semifinale play off, piuttosto pensavo alla possibilità di cimentarmi in uno spareggio per non retrocedere. Invece, eccoci qui, pronti a proseguire la nostra avventura. Il Pescara ha uno dei migliori organici del campionato e ora viaggia sulle ali dell’entusiasmo. In questi casi possono esserci dei cali di tensione, ma la rosa è talmente assortita e può scongiurare questo rischio. Basta leggere i nomi dei calciatori che compongono la panchina, per rendersi conto delle loro potenzialità».

Oltre alla forza del Delfino, il tecnico di Marsala dovrà trovare il modo di risolvere il problema delle tante assenze. «A noi mancheranno calciatori forti. Ad esempio Cocco, il capocannoniere (19 reti) del campionato, Di Gennaro, centrocampista della top 11 di serie B, Manfredini e Spinazzola. Confido nella voglia di fare una grande partita di chi non sempre ha avuto spazio».

Il Vicenza è in emergenza, però Marino non sembra preoccupato. In fondo, nonostante le pesanti defezioni, il Vicenza parte da una posizione privilegiata rispetto al Pescara. «Non possiamo fare calcoli. Nel turno preliminare i pronostici sono stati sovvertiti. Abbiamo il vantaggio di avere sulle gambe una gara in meno. Questo conta, perché abbiamo risparmiato energie, soprattutto mentali».

Nessuna ruggine con Pescara. «Hanno deciso di esonerarmi, però sono stato bene con la tifoseria, stampa e dirigenti. Non ho mai fatto polemiche, in quel momento la società ha cercato di dare una scossa. Il rapporto è rimasto buono. Lo testimonia il fatto che quando è arrivata l’offerta del Vicenza mi ha accontentato contribuendo anche dal punto di vista economico».

Poi, un elogio a Massimo Oddo. «Il suo impatto è stato ottimo. Il Pescara ha vinto due partite segnando cinque gol e incassandone solo uno. Sebastiani ci ha visto lungo. Se lo ha scelto, significa che era convinto delle sue qualità dopo averlo visto all’opera nella Primavera». Il pericolo numero uno per il Delfino è Ragusa (metà cartellino dell’attaccante è del Pescara, l’altra del Genoa): in campo il Vicenza potrebbe assumere un atteggiamento prudente, cercando di sfruttare il contropiede con la velocità del grande ex. Al posto di Cocco giocherà Petagna e a destra del tridente ci sarà Laverone. In difesa Gentili sostituirà Manfredini, mentre in mediana Moretti agirà da play maker al posto di Di Gennaro. Ai suoi lati Vita e Cinelli. In panchina Andrea Mancini, nipote del presidente Sebastiani.

Giovanni Tontodonati

©RIPRODUZIONE RISERVATA