Marotta e De Zerbi protagonisti a Chieti

14 Maggio 2019

L’attaccante Chiesa della Fiorentina assente alla cerimonia dopo il ko col Milan. Riconoscimento a Coletti del Centro

CHIETI. «Una cerimonia di altri tempi. Quelli che spesso rimpiangiamo. Uno splendido teatro, tante belle persone e l’occasione di parlare di calcio senza esasperazioni e magari con l’ironia che caratterizzava l’avvocato Prisco, ormai praticamente sconosciuta in questo ambiente». Italo Cucci sintetizza così l’atmosfera che ha accompagnato, nel tradizionale scenario del Teatro Marrucino, la diciassettesima edizione del “Premio Nazionale Giuseppe Prisco - Alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva”. «Ed allora», ha continuato Cucci, «credo che questa manifestazione debba essere conservata in una teca, seguendo le osservazioni e i pensieri che abitualmente Sergio Zavoli, in questa occasione purtroppo assente per motivi di salute, ci consegna puntualmente ogni anno». Sul palco, vincitori del Premio nelle rispettive categorie, l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta e l’allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi mentre è stato costretto a disertare l’appuntamento l’attaccante della Fiorentina Federico Chiesa, a causa del doppio allenamento punitivo imposto dal tecnico Montella dopo il ko col Milan. La giuria, presieduta da Sergio Zavoli, e composta, appunto, da Italo Cucci, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano, Marco Civoli, Ilaria D’Amico e Franco Zappacosta, ha attribuito il premio di giornalismo “Nando Martellini” a Maurizio Compagnoni di Sky Sport. «Conosco il prestigio di questa manifestazione», spiega Compagnoni, «e sono davvero onorato di essere qui. Credo che il mio compito sia quello di portare il telespettatore dentro una partita evitando al tempo stesso di diventare protagonista dell’evento». Su indicazione del gruppo dei giornalisti sportivi abruzzesi, riconoscimento speciale, un’opera ideata e realizzata dall’artista Ester Crocetta, per il caposervizio de “Il Centro” Rocco Coletti: «Un premio che condivido con tutti i miei colleghi ritenendomi fortunato perché ho modo di lavorare attorno al mondo dello sport che ha sempre rappresentato la mia grande passione». Una simpatica riflessione da parte di Marco Civoli: «Chissà come si sarebbe divertito, nel mondo dei social, una persona intelligente ed arguta come l’avvocato Prisco».
Da parte dell’imprenditore Marcello Zaccagnini, presidente del comitato organizzatore del Premio, impegnato a portare avanti con passione l’iniziativa ideata a sostenuta dall’indimenticabile generale Corinto Zocchi, alcuni aneddoti legati alla persona del vicepresidente dell’Inter. «Mio padre Ciccio, caporale maggiore degli Alpini in Russia, non lo hai mai chiamato avvocato. Per lui, anche quando, nel corso degli anni, abbiamo ricevuto la sua visita, era sempre e comunque il “signor tenente” e la cosa divertiva parecchio lo stesso Prisco». A condurre la cerimonia, Stanislao Liberatore, pronto a scandire i tempi di un intenso momento di sport. «Finalizzato a rimettere in scena il bello del calcio», conclude Cucci, «che non morirà mai, nonostante i vari tentativi di affondarlo».
Giuseppe Rendine
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