Marotta-Lotito bisticciano ancora «Troppo potere», «Non hai titoli»

15 Settembre 2014

ROMA. La pace può attendere. Se non in Figc, almeno tra Beppe Marotta e Claudio Lotito che a distanza di un mese e più dalla complicata elezione federale continuano a litigare e non se le mandano...

ROMA. La pace può attendere. Se non in Figc, almeno tra Beppe Marotta e Claudio Lotito che a distanza di un mese e più dalla complicata elezione federale continuano a litigare e non se le mandano certo a dire. Ad accendere di nuovo la miccia il dirigente della Juventus che è andato all'attacco del presidente della Lazio: «Pericoloso troppo potere in mano a una sola persona» l'affondo di Marotta. Immediata la replica di Lotito: «Io sono abituato a parlare con i miei omologhi, in questo caso il presidente Agnelli, che come me è anche il proprietario. Il dottor Marotta, non so neanche se sia dottore, ha un ruolo anche nelle istituzioni perché è vice presidente del Settore Tecnico e non mi sembra che a oggi ci siano state delle grandi novità, da quando lui lo gestisce». Tanto basta per veder riesplodere la querelle Juve-Figc, sempre sottotraccia dopo l'elezione dell'11 agosto di Carlo Tavecchio alla presidenza, e riportare sotto i riflettori la litigiosità del sistema calcio. «Lotito era definito come un personaggio folcloristico. Oggi è un personaggio che ha un estremo potere e tanto potere in mano a una sola persona è pericoloso, si rischia di finire nel vuoto», l'esordio di Marotta. Un j'accuse arrivato a due giorni dalla riunione del consiglio Figc che ha cominciato ad abbozzare il processo di riforma del calcio italiano, e che ha provocato l'immediata replica del patron biancoceleste via tv: «A me interessa quello che dice Agnelli che è il presidente e rappresenta la proprietà. Marotta è un ad e si occupa di gestione. Le linee politiche le traccia il presidente».