Marquez, il ragazzino mette tutti in riga

17 Ottobre 2016

Il 23enne spagnolo vince in anticipo il quinto Mondiale (terzo nella MotoGp). Rossi: «Quest’anno mai in lotta per il titolo»

ROMA. Valentino Rossi e Jorge Lorenzo mangiano la polvere sulla pista di Motegi, casa Honda, regalando un insperato trionfo a Marc Marquez, primo in pista e campione del Mondo per la quinta volta, la terza in MotoGp. Nessuno come lui a soli 23 anni.

La caduta del Dottore al 7° giro e quella del campione uscente al 19° lasciano via libera verso vittoria e titolo al fuoriclasse spagnolo, che sale sul podio con Andrea Dovizioso, secondo con la Ducati, e Maverick Vinales, terzo con la Suzuki. «Ho avuto un po’ di c...», ammette felice Marquez, che dedica il trionfo alla nonna, morta pochi mesi fa.

È festa per la Honda che, invece della temuta debacle e dopo la gran paura per Pedrosa, umilia una Yamaha sensibile alle nuove gomme e annulla le pur ridotte speranze di Rossi di agguantare il decimo mondiale. A 38 anni, nel 2017, la caccia sarà ancora più dura.

Niente al semaforo verde lascia presagire un colpo di scena. Rossi, in pole, Marquez e Lorenzo danno subito battaglia, ma presto l'Honda è davanti a tutti. L'italiano passa Lorenzo ma poi osa troppo, perde l'anteriore alla curva 10 e cade. Risale in sella, va i box ma il sogno è svanito e rinuncia a rientrare. «Non mi aspettavo di cadere, andava tutto bene», spiega amaro il Dottore, «se è successo ho sbagliato qualcosa».

Acciaccato per la caduta di sabato, Lorenzo fatica a star dietro a Marquez che sente l'odore del sangue. Il maiorchino, con Dovizioso minaccioso alle spalle, si arrende a sua volta, cadendo al 19° giro. Il cartellone dei box avverte il leader. «Lì ho avuto una fantastica sensazione», ammette senza pudori, che completa i cinque giri d'onore consecutivi, nel tripudio del pubblico.

Cancellate le amarezze del 2015, con le polemiche e le accuse di Rossi per il suo presunto “gioco sporco” a favore di Lorenzo a Valencia, Marquez si riprende il titolo MotoGp che aveva già conquistato nel 2013 e 2014 e si conferma protagonista assoluto del MotoGp, con un lungo e probabilmente glorioso futuro davanti. «Dopo la scorsa stagione è una cosa speciale tornare subito al vertice sulla pista del mio team - dice lo spagnolo -. Sono felicissimo per me e la squadra, ma il Mondiale lo dedico a mia nonna che è mancata quest'anno». La sua Honda non era forse a livello della Yamaha, almeno non a inizio stagione, ma lui ha saputo trarne il meglio, costringendo due fuoriclasse come Rossi e Lorenzo a cercare una disperata rimonta nelle ultime quattro gare, subito fallita.

La Yamaha, spesso in crisi nella gestione delle Michelin, un problema denunciato anche dai ducatisti, ha “tradito” i suoi piloti costretti spesso a guidare al limite per tener testa a Marquez. Una doppia caduta come quella di Motegi non si ricordava da tempo, un disastro che abbatte Lorenzo ma soprattutto Rossi. Il pesarese sperava di rosicchiare qualche punto invece si trova a masticare amaro: «È un gran peccato andare a casa a mani vuote Potevo fare una bella gara, anche se con Marquez sarebbe stato difficile». Pensando alla stagione, ammette di aver «fatto degli errori», rimpiange la rottura del motore che lo ha escluso al Mugello ma dice, «non sono mai stato in lotta veramente per il campionato. Ora c'è da lottare per il secondo posto con Lorenzo». Non era così che doveva finire e il futuro si fa sempre più breve.