Massara, il ds della Roma idolo dei tifosi pescaresi

24 Novembre 2016

L’ex ala sinistra del Delfino di Galeone domenica si troverà di fronte la squadra che lo ha consacrato. In Abruzzo quattro stagioni e una promozione in A nel ’92

PESCARA. Sono passati venticinque anni da quando infiammava la curva dell'Adriatico con i suoi imprendibili spunti palla al piede ma Ricky Massara continua a volare. Oggi è il direttore sportivo della Roma, l'ennesimo allungo vincente dopo aver fatto gavetta accanto a Walter Sabatini. Torinese e un po' parigino, figlio di Marie Paule, funzionaria del Louvre scomparsa lo scorso aprile, educato, riservato, preparato, proprio come si presentò, palla al piede appunto, in quella fantastica stagione che portò i biancoazzurri di Galeone in serie A. Col Pescara disputò quattro campionati (121 presenze e 15 gol), a Pescara pensò a lungo di mettere radici, prima di partire per una nuova avventura fuori dal campo che lo ha portato ai vertici direttivi di un club forte e ambizioso come quello giallorosso.

Era l'estate del 1991, era arrivato assieme a Max Allegri da Pavia, conquistò tutti già nella prima amichevole con i dilettanti del Caramanico. E quando si cominciò a fare sul serio non deluse le attese, anzi, a quella squadra che dava spettacolo, garantiva sempre la marcia in più. Lui e Pagano alle ali, qualcosa di travolgente che spesso metteva in ginocchio gli avversari. E quando dalla Nord partiva il coro ("Ricky Ricky vola e la curva di innamora") lui diventava ancor più imprendibile e, man mano, Pescara gli entrava sempre più nel cuore, non solo nel suo ma pure in quello di Susi, la ragazza torinese che aveva sposato prima di venire a tirar calci in riva all'Adriatico. Vivono in centro, acquistano casa in via Roma, a due passi dalla Chitarra Antica di Pina e Giovanni, a pranzo o a cena spesso bastano bresaola e prosciutto crudo. Lei insegna danza in una palestra, lui entra presto in sintonia con i nuovi compagni.

Spesso va con Rocco Pagano al ristorante Bolsena sulla Nazionale Adriatica, i titolari Anna e Gianni non devono scervellarsi per farlo mangiare: spaghetti al pomodoro, magari anche due piatti, niente secondo e niente vino, solo acqua. Uno strappo al solito menù lo fa con Michele Gelsi il mercoledì sera, dopo l'allenamento: pasta e fagioli a Lettomanoppello da "Zi Camillo". Il rapporto è ottimo anche con gli altri compagni, è a lui che si rivolgono se c'è da scegliere un film da andare a vedere. «Gran parte del suo tempo libero», racconta Pagano, «lo passava alla Warner di Montesilvano, se gli parlavi di un film, garantito che lui lo aveva già visto e ovviamente ti diceva pure se valeva la pena spendere i soldi del biglietto. Sì, a Pescara si sentiva proprio a suo agio anche se non era un patito del mare. Quando ci andava se ne stava sotto l'ombrellone, non l'ho mai visto abbronzato…».

Per tutti un ragazzo speciale, taciturno e quasi solitario nello spogliatoio, carico di contagiosa adrenalina in mezzo al campo, professionale come pochi ma sempre con la capacità di non prendersi mai troppo sul serio. E quando smette non cambia di una virgola, è il Massara di sempre nel campionato Uisp che disputa assieme a Camplone, Marchegiani, Felice Mancini e ad altri ex biancoazzurri. Con "Quelli della notte" arriva alle finali nazionali a Rimini, l'impegno è lo stesso di quando faceva il calciatore sul serio. Con Camplone fa anche il corso di allenatore a Coverciano, nell'estate del 2006, l'ex capitano è l'allenatore dei biancoazzurri e lui il vice. Ma è il Pescara di Max Pincione, l'esperienza, allucinante, dura poche settimane, se ne vanno insieme al Martinafranca. È la fine di un sogno e di una splendida avventura che apre però la porta a un altro momento importante. Ricki vende la casa di Pescara e vola altrove, ottiene il diploma di direttore sportivo a pieni voti, a Palermo, accanto a Sabatini, imbocca un'altra strada che gli riserva altre grandi soddisfazioni ma che certo non cancella i suoi anni eccezionali in biancoazzurro. Domenica, all'Olimpico, ritrova il suo passato più bello, per lui e anche per i suoi tifosi di un tempo sarà comunque un giorno speciale.

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