Mazzanti: così ho creato l’Italvolley donne

24 Dicembre 2018

Il tecnico della Nazionale vice campione del mondo a Montesilvano: «Serve il coraggio di osare»

MONTESILVANO. Almeno l’uomo dei miracoli veste come uno di noi: camicia bianca, jeans strappati ma con le toppe e scarpe stringate basse. E quando parla ha anche il dono di chiarire subito i concetti e di entrare nel cuore di chi lo ascolta. La controprova? Il pubblico in sala lo ascolta in religioso silenzio quasi partecipasse alla messa. Eppure quest’uomo il prodigio lo ha fatto davvero facendo conquistare a una giovanissima Italia femminile il secondo posto ai Mondiali di pallavolo in Giappone a settembre e ottobre scorsi. Eccolo Davide Mazzanti, classe 1976, nativo di Fano, allenatore con una forte esperienza di tecnico in A1 donne e fresco del secondo posto nella rassegna iridata.
A Montesilvano, dove la squadra di pallavolo festeggia 50 anni di attività, Mazzanti è arrivato per iniziativa dei suoi amici Marco Volpe, vicepresidente della società e consigliere federale, ed Enrico Cecamore, team manager del Club Italia. E l’occasione era per incontrare tecnici e atleti. A ri-accoglierlo il presidente regionale della Fipav, Fabio Di Camillo, dopo l’esperienza del Trofeo delle Regioni di giugno in Abruzzo.
«In Nazionale», spiega Mazzanti, «mi metto al fianco delle giocatrici. Non impongo loro regole e non correggo errori, ma plasmo i princìpi insieme alle atlete, cerco di alzare l’asticella con loro e voglio stupirmi dei progressi che fanno. Le pallavoliste tradizionalmente sono conservatrici. Dicono: “Non rischio così non sbaglio” in attesa che l’avversario commetta un errore o che una compagna realizzi il punto. Ecco, voglio che si rischi di più ma questa è una scelta che va pesata perché se si sbaglia troppo non si va da nessuna parte». Sui tre tie breack che l’|Italia ha disputato - due vinti, contro il Giappone e la Cina, e l’ultimo, quello della finale perduta con la Serbia - Mazzanti ha commentato che «sono momenti che non si dimenticano mai quando si arriva a disputare partite così, decise per pochi punti di differenza. Ma la pallavolo è fatta anche di questo».
Sul futuro della squadra c’è che «eravamo la compagine più giovane del torneo, quindi i margini di miglioramento ci sono. Possiamo dare molto di più, ne sono convinto». Agli allenatori: «Non siate autoreferenziali e non pensate di essere arrivati. Guardate sempre gli altri tecnici come facevo io con Lorenzetti e Paolini, due maestri. Sto mettendo su una struttura che permetta alla Nazionale di vivere gli allenatori». E sul coming out di Paola Egonu, talento della Nazionale (“Sì, ho una fidanzata!”), che cosa dice il tecnico dell’Italia? «Viva l’amore!». A presto Mazzanti, magari con l’Italvolley in Abruzzo.
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