MELCHIORRI SUPERSTAR MA NON PER CASO
Adesso i paragoni si sprecano. Chi ci vede addirittura Van Basten per l'abilità con cui salta l'avversario in corsa e poi centra la porta, chi Paolo Rossi che vola verso l'area del Brasile dopo l'erro...
Adesso i paragoni si sprecano. Chi ci vede addirittura Van Basten per l'abilità con cui salta l'avversario in corsa e poi centra la porta, chi Paolo Rossi che vola verso l'area del Brasile dopo l'errore di Cerezo al Mundial spagnolo, chi Quagliarella che all'improvviso tira fuori colpi impensabili, chi il Rebonato biancoazzurro dell'87 che fa centro ogni volta che tira. Ok, nel calcio ci sta tutto ma la verità è che Melchiorri è Melchiorri, punto e basta. Cinque gol nelle ultime 4 partite giocate, capocannoniere della serie B se si escludono i rigori, probabilmente già davanti a tutti se Spolli a Catania non lo avesse riempito di botte. Un momento esaltante strameritato, ma che difficilmente gli farà girare la testa e che certo non sarà un fuoco di paglia. Di esami più difficili questo ragazzo marchigiano ne ha superati già tanti.
A venti anni era già così bravo da meritarsi l'esordio in serie A con il Siena, a Giulianova, appena quattro stagioni dopo, si è ritrovato all'inferno per un calcio in faccia che è stato poi la sua fortuna. La tac, un'angioma al cervello, un dramma e un incubo lungo sette mesi, ne è uscito più forte di prima rimettendosi in gioco con la forza e la serenità che solo la vita ritrovata può dare.
Il gol è nelle sue corde, in Eccellenza e in serie D, prima col Tolentino e poi con la Maceratese, Melchiorri ha fatto centro 57 volte in 84 partite, quel che serviva per conquistarsi un'altra occasione. «In serie D o in B», disse presentandosi a Padova, «la porta è larga uguale». Ha fatto centro sei volte ma non è bastato per salvare una squadra e una società allo sfascio, quando Giorgio Repetto lo ha contattato gli ha detto subito sì senza nemmeno consultare il suo procuratore, rarità assoluta nel calcio di oggi.
Ora Melchiorri è la stella di un Pescara che cresce anche grazie alle sue prodezze. Quei due gol di Crotone, con lui che parte solo in contropiede contro tutti, sono acuti che entrano di diritto tra i ricordi speciali e che possono anche segnare una svolta per una squadra che comincia finalmente a scoprire quella che può essere la sua reale forza. Perché nel calcio, chi prova a far gol è senz'altro più credibile e vincente di chi cerca soprattutto di non prenderne. Avanti tutta, allora, anche nel segno di questo eccezionale Melchiorri.
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