Memmo in pole position se Ortolano deciderà di lasciare la presidenza

Le elezioni per il comitato regionale slitteranno di un anno Il vice presidente garantisce continuità, si attende l’alternativa
PESCARA. Spetterà al Coni stabilire quando verranno rinnovati i vertici delle federazioni sportive, sia a livello locale che nazionale. Le assemblee elettive si sarebbero dovute svolgere a partire dalla fine dei Giochi olimpici di Tokyo, dopo l’estate. Ma il rinvio all’anno prossimo ha fatto slittare anche le elezioni. In attesa che il Coni indichi la via da percorrere, su input del Cio, ci sono da registrare i primi posizionamenti. Ad esempio nel calcio, nel mondo dilettantistico regionale. Prim’ancora del rinvio di Tokyo 2020 e della sospensione dell’attività agonistica, nell’ambiente erano iniziate a circolare le prime voci. Che poi non sono soltanto voci se si tiene conto che Daniele Ortolano, 70 anni, pescarese, medico anestesista in pensione, nell’ultima campagna elettorale - culminata nell’elezione per alzata di mano (vista la mancanza di concorrenti) del dicembre 2016 - per il rinnovo dei vertici del comitato regionale della Lnd aveva detto che sarebbe stato l’ultimo mandato. Quindi, è facile immaginare che non ripresenterà la propria candidatura alla guida dei dilettanti abruzzesi. Non è un caso che negli ultimi mesi abbia lasciato più spazio negli appuntamenti pubblici a Ezio Memmo, il vice presidente. Che potrebbe essere uno dei candidati a raccogliere la sua eredità. Memmo è da anni in federazione; è un imprenditore di Lanciano che nel calcio si è fatto conoscere per l’appartenenza alla Spal. La sua candidatura era stata abbozzata già nel 2016 quando Ortolano appariva incerto se proseguire o meno l’avventura. Ortolano e Memmo appartengono a un gruppo dirigente che negli anni ha avuto il controllo – e di conseguenza l’appoggio – del mondo dilettantistico. Nel 2016 Rudy D’Amico aveva provato a contrastare questa egemonia, ma la sua candidatura non andò a buon fine. Non è da escludere che anche in questa tornata ci sia un’alternativa al gruppo dirigente. Un’alternativa che non ancora esce fuori, ma che potrebbe manifestarsi prossimamente. Va detto che ogni candidatura ha bisogno di un numero minimo di società che l’appoggiano. E se un club sottoscrive una candidatura non può sostenere l’altra. Ecco, quindi, che se un candidato fa incetta di sottoscrizioni lascia le briciole agli altri. Resta il fatto che se Ortolano, come sembra, non si ricandiderà la soluzione più logica porta al nome di Ezio Memmo. Attualmente il direttivo è composto anche da Gianfranco Di Carlo, Roberto Iannuzzi e Francesco Pettinari, che già erano membri del precedente esecutivo, e Oreste Di Francesco, Gabriele Di Simone e Gianluca Fusco alla prima esperienza. Il collegio dei revisori dei conti è costituito da Francesco Di Pietro (presidente), Alessio Cianfrone e Giovanni Mattutti, e dai membri supplenti Luciano Falcone Lucio Mercogliano; delegato per il calcio a 5 è Salvatore Vittorio, mentre il responsabile del calcio femminile è Sandro Lupi.
Facile immaginare una percentuale di ricambio. Potrebbero farsi da parte – è un’ipotesi – i consiglieri più anziani per consentire un ricambio generazionale. Ad esempio, il marsicano Iannuzzi e l’aquilano Pettinari sono dirigenti federali di lungo corso e qualora ci fosse fermento alle spalle potrebbero accettare di dare spazio a forze fresche. Ipotesi, solo ipotesi al momento. Perché la soluzione più logica è che il Coni allunghi il mandato dei quadri dirigenziali delle federazioni sportive, a tutti i livelli. E quindi nel calcio abruzzese Ortolano e il suo direttivo vadano avanti per un altro anno. E il discorso sulle candidature venga posticipato. Qualunque siano le date delle elezioni resta da capire che ne sarà di Ortolano. Che potrebbe salire di livello e andare a ricoprire un incarico all’interno della Lega nazionale dilettanti, visto che il suo prestigio varca i confini regionali. L’organizzazione del torneo delle Regioni, due anni fa, in Abruzzo gli è valsa un unanime riconoscimento tra i dirigenti dei dilettanti. E un ruolo in ambito nazionale sarebbe il degno coronamento di una carriera federale nata alla fine degli anni Ottanta quando entrò a far parte per la prima volta del comitato regionale.
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