Memmo, padre contro figlio Storia di un incrocio sfiorato

3 Febbraio 2023

LANCIANO. Si sono guardati in faccia e si sono messi a ridere. D’altronde, tra padre e figlio basta uno sguardo per intendersi. E così è stato domenica scorsa al Petruzzi di Città Sant’Angelo. Da una...

LANCIANO. Si sono guardati in faccia e si sono messi a ridere. D’altronde, tra padre e figlio basta uno sguardo per intendersi. E così è stato domenica scorsa al Petruzzi di Città Sant’Angelo. Da una parte, Massimiliano Memmo, 48 anni, allenatore dell’Union Fossacesia; dall’altra il figlio Luca, classe 2005, anche lui attaccante. Che, però, è rimasto in panchina per tutta la partita. Un incrocio, non proprio uno scontro familiare. Ha vinto la Rc Angolana, ma l’Union Fossacesia è uscito dalla partita a testa alta come conferma una classifica al di sopra delle aspettative. A sera si sono ricongiunti in famiglia abbastanza sereni per commentare gli episodi della partita. «Abbiamo fatto finta che fosse tutto normale», ha detto il papà, visibilmente orgoglioso del figlio. «Luca è bravo, ha bisogno di crescere e per riuscirci deve lavorare ancora sodo». Parole da padre e da allenatore.
I due Memmo nel pre partita si sono guardati in faccia e si sono messi a ridere. Poi, ognuno per sé. Tutti e due in panchina, ma diverse. Massimiliano Memmo, lancianese doc, ha alle spalle una buona carriera tra i professionisti. E’ partito dalla Renato Curi per la Fiorentina e poi si è districato in serie C in piazze come Giarre, Alessandria, Pontedera, Giulianova e Frosinone, chiudendo la carriera nella Val di Sangro. Il figlio Luca, invece, fino a dicembre scorso era nelle giovanili del Pescara e frequenta l’istituto di Scienze naturali; dopodichè è passato alla Rc Angolana, in Eccellenza. E’ diventato grande, scegliendo di andare a vivere da solo, evitando l’andirivieni quotidiano con Lanciano che avrebbe potuto distrarlo dagli studi. Per caratteristiche somiglia al padre, per fisico e predisposizione tecnica: una prima punta di ruolo. Il padre, nel frattempo che esploda il figlio, si sta mettendo in evidenza alla guida del Fossacesia, dove è arrivato poco meno di tre anni fa (al posto di Periotto), prima della sospensione dei campionati per Covid. La squadra era in Promozione, poi, nella stagione successiva, è riuscita a conquistare l’Eccellenza. E ad oggi è la squadra rivelazione del campionato. Lo è in classifica, ma anche per quanto riguarda la qualità del gioco espresso. (r.c.)
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