Mihajlovic al Milan: è fatta

Corsa a due per il Napoli: Spalletti o Prandelli. Oggi il divorzio tra l’Empoli e Sarri (va a Cagliari?)
MILANO. E’ fatta per Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Milan. Ieri sera l’incontro decisivo ad Arcore con il presidente Silvio Berlusconi. Si è ripetuta più o meno la stessa scena della sera del 26 maggio scorso, quando Filippo Inzaghi a Villa San Martino ha ereditato la panchina di Seedorf. Poco più di un anno più tardi, mentre Inzaghi è ancora il titolare della panchina fino al 2016, tocca al serbo, ex calciatore di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter, dove è anche stato il vice di Mancini prima di guidare Bologna, Catania, Fiorentina, Serbia e, fino a lunedì scorso, Sampdoria. Qualche anno fa Mihajlovic predicava fedeltà alle sue ex squadre escludendo la possibilità di lavorare per Palermo, Genoa e Milan e rivelando il sogno di allenare Inter e Lazio. Col tempo certe barriere sono cadute anche nella sua testa. E quando Galliani lo ha contattato a metà marzo era lusingato. Poi le vicende societarie hanno rallentato il corteggiamento, fino alla svolta impressa dal Milan dopo il no di Carlo Ancelotti, immediata anche per evitare sorpassi da parte del Fenerbahce, pronto a offrire un triennale da 2,8 milioni di euro netti a stagione. Al Milan, invece, firmerà un biennale. La candidatura del 46enne serbo, ha superato nel finale quelle di Montella (legato alla Fiorentina da una clausola rescissoria) e Brocchi, mentre Unai Emery, un altro allenatore a cui si è pensato fino all'ultimo, ha deciso di restare al Siviglia eliminandosi da solo dalla lista di papabili in cui hanno trovato posto anche Sarri e Donadoni. Esonerato due volte in carriera, solo alla Sampdoria Mihajlovic si è fermato due anni, ma ovunque ha provato ad avere squadre organizzate che provavano a giocare per vincere. Forse aiutato dall'esercizio in casa con i suoi cinque figli (un sesto l'ha avuto prima del matrimonio e l'ha conosciuto solo dopo dieci anni, spinto dalla moglie Arianna) è accreditato di buone doti nella gestione del gruppo e sono noti la sua tendenza a far rispettare le regole a prescindere dal palmares dei giocatori (Eto’o ne sa qualcosa) e il suo temperamento, entrambi fattori di cui si sente la mancanza a Milanello da un paio d'anni. Già si ironizza su come Mihajlovic vivrà e commenterà i suggerimenti tattici di Berlusconi. «Sinisa è un uomo intelligente», ha osservato il suo ormai ex presidente Ferrero, «andrà in rossonero e si metterà il papillon». Alla Sampdoria l’erede sarà Walter Zenga, mentre a Napoli crescono le quotazioni di Spalletti, ex Roma e Zenit, e di Prandelli: sarà una volata a due per decidere l’erede di Benitez che ieri è stato presentato dal Real Madrid. I blancos potrebbero tornare su Verratti che, però, il Psg ha dichiarato incedibile.
A Roma c’è puzza di bruciato attorno a Rudi Garcia che oggi non presenzierà al vertice societario di Londra. Dovesse partire il francese, in pole ci sarebbe Mazzarri. Oggi sarà ufficializzato il divorzio tra Sarri e l’Empoli. Il tecnico potrebbe andare a Cagliari, in B. Pirlo potrebbe lasciare la Juve: lo vuole il New York City.
Infine, il Genoa ha rinunciato al ricorso: non farà l’Europa League, al suo posto la Sampdoria.

