Milan e Inter non affondano i colpi A San Siro il derby finisce senza gol

2 Marzo 2022

I rossoneri di Pioli provano a pungere, ma non è sufficiente. Nerazzurri opachi e con poco ritmo Prima del fischio d’inizio, emozionante il video messaggio di Shevchenko contro la guerra in Ucraina

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MILAN (4-2-3-1): Maignan 6; Florenzi 6.5 (39’ st Calabria sv), Tomori 7, Romagnoli sv (26’ st Kalulu 7), Theo Hernandez 6; Kessie 6, Bennacer 6.5; Saelemaekers 5 (22’ st Messias 6), Krunic 6 (22’ st Brahim Diaz 6), Leao 6.5 (22’ st Rebic 6); Giroud 6. A disp.: Tatarusanu, Mirante, Ballo-Toure, Lazetic, Maldini, Bakayoko, Gabbia. Allenatore: Pioli

INTER (3-5-2): Handanovic 6; Skriniar 6.5, De Vrij 6, Bastoni 6; Dumfries 6 (43’ st Darmian sv), Barella 5 (20’ st Vidal 5.5), Brozovic 6, Calhanoglu 6, Perisic 6.5 (43’ st Gosens sv); Lautaro Martinez 5 (20’ st Sanchez 6), Dzeko 5 (34’ st Correa sv). A disp.: Radu, Gagliardini, Vecino, Ranocchia, Dimarco, D’Ambrosio, Caicedo. Allenatore: Inzaghi

Arbitro: Mariani di Aprilia.
Note: ammoniti: Brozovic, Lautaro Martinez. Angoli: 2-4. Recupero: 1’ pt, 4’ st.
MILANO
Il momento più bello nello scialbo pareggio del derby di Coppa Italia è arrivato prima del fischio d'inizio. Un messaggio unanime di pace, contro la guerra in Ucraina. Gesti importanti, come l'abbraccio tra i giocatori delle due squadre davanti alla scritta Peace. Parole toccanti, come quelle di Andriy Shevchenko che in un video trasmesso sul maxi schermo di San Siro ha chiesto di fermare insieme la guerra. Le rivalità calcistiche nella partita più sentita della stagione sono state dimenticate, anche se solo per qualche minuto, perché c'era qualcosa di forte da dire, uniti. Poi il calcio giocato è tornato ad essere protagonista.
Ma è stata una partita al di sotto delle aspettative, senza gol, con pochissime occasioni e troppi errori. Milan e Inter non si fanno male, escono a porte inviolate. È il terzo pareggio consecutivo per il Milan, dopo quelli con Salernitana e Udinese. Secondo 0-0 di fila per l'Inter che non segna da oltre 400 minuti. Doveva essere la sfida della svolta per entrambe le squadre, ma tutto è rimandato alla semifinale di ritorno, ad aprile. In casa ci saranno i nerazzurri, i gol in trasferta varranno doppio. Magra consolazione per i rossoneri che avrebbero dovuto sfruttare il momento di difficoltà dell'Inter. L'avvio del Milan sembrava la premessa di una partita vivace, con il tentativo di Saelemaekers respinto da Handanovic e la bella incursione centrale di Theo Hernandez. Ma alla lunga il gruppo di Pioli perde lucidità. L'Inter reagisce ma non abbastanza. Tanti errori da entrambe le parti, Saelemaekers spesso impreciso, Calhanoglu che questa volta sembra non reagire ai fischi della Curva Sud. Giroud e Dzeko, i campioni più attesi, sono rimasti a lungo nell'ombra. Lautaro Martinez rimane ancora a secco di gol, a più di due mesi di distanza dall'ultima marcatura. Nel derby torna titolare ma non è mai protagonista, se non nel duro scontro con Maignan al 10' della ripresa: il portiere rossonero lo anticipa, l'argentino lo colpisce involontariamente sul braccio con i tacchetti e viene ammonito. Così Inzaghi è costretto a sostituirlo al 20' della ripresa, giocando la carta Sanchez. Anche Pioli prova a cambiare gli equilibri, richiama Leao, Krunic e Saelemaekers per Rebic, Diaz e Messias. Più estro e fantasia per cercare di sbloccare la partita, ma l'inerzia non cambia. Troppe le sbavature, troppe le imprecisioni nella fase conclusiva. Tre a due i tiri in porta, pochissimi se si pensa che in campo si sfidano due squadre in lotta per lo scudetto. Inzaghi, ieri, almeno ha ritrovato Correa e gli concesso gli ultimi minuti di partita. Gli stessi di Gosens che ha debuttato in maglia nerazzurra. «Avremmo meritato qualcosa in più, nell’ottica delle due partite è un buon risultato. Sono soddisfatto della prestazione, la prossima partita sarà molto delicata», le parole dell’allenatore del Milan, Stefano Pioli, a fine partita, che domenica sfiderà il Napoli rinunciando a Romagnoli che si è fatto male ieri sera. «Il pareggio è il risultato giusto», ha detto il tecnico nerazzurro Simone Inzaghi.
Fair play finanziario. Il fair play finanziario non è sparito, anche se cambierà e le regole saranno riscritte entro maggio ed entreranno in vigore più avanti. Nell’attesa, però, la Uefa ha messo gli occhi sui bilanci delle società di mezza Europa, evidentemente colpiti dal Covid. Circa 30 club non sono riusciti a rispettare i parametri di Nyon. Tra questi ci sono l’Inter, il Milan e la Roma, che hanno già ricevuto una comunicazione scritta in tal senso. Ed è probabile che a breve si accoderà anche la Juve.
Angelo Caradonna