Milan, la goleada vale il sesto posto

21 Maggio 2018

Centrata la qualificazione alla fase a gironi di Europa League. Ovazione per Cutrone, unico rossonero in doppia cifra

MILANO. Il Milan conclude il campionato con un punto in più dell'anno scorso, sempre al sesto posto che però questa volta qualifica direttamente all'Europa League evitando gli scomodi preliminari di fine luglio. L'obiettivo minimo è centrato, ora Gattuso (che nel ritorno ha marciato alla media da Champions di due punti a gara) dovrà onorare la promessa dei 30 chilometri a piedi, dopo la goleada (5-1) alla Fiorentina, che è destinata a diventare il capolinea per più di un rossonero. Non sorprenderebbe nessuno la partenza di Donnarumma, che è stato fischiato a San Siro non solo dalla curva Sud. Standing ovation invece per Cutrone, che con la doppietta diventa l'unico milanista in doppia cifra in questa serie A (18 centri coppe incluse), nonché il secondo giocatore nato dal gennaio 1998 a riuscirci nei cinque maggiori campionati europei, dopo Mbappé del Psg. Cutrone ha fatto un'ottima figura sotto gli occhi del ct Mancini, e al momento è l'unico punto fermo dell'attacco rossonero. Sono in odore di addio Kalinic (la sua sesta rete è stata festeggiata come un'impresa) e André Silva, fra le principali delusioni del mercato da 240 milioni pensato per arrivare almeno al quarto posto. Il primo obiettivo di Mirabelli e Fassone è inevitabilmente un centravanti da almeno 20 gol. I margini d'azione dipendono dalle sanzioni Uefa e dal mercato in uscita. È di 40 milioni la clausola necessaria per acquistare Suso: se dovesse restare lo spagnolo potrebbe partire Bonaventura (Allegri lo vuole alla Juventus), autore del 5-1. Si è confermato uomo chiave per il Milan Calhanoglu, ancora una volta protagonista con il gol su punizione (Sportiello incerto, ancora peggio Dragowski entrato dopo l'intervallo) con cui ha subito risposto al vantaggio viola di Simeone, poi con i due assist per Cutrone e un passaggio chiave nell'azione del gol di Kalinic. La Fiorentina chiude un campionato drammatico per la morte di Astori (ricordato con un lungo applauso dai 57mila di San Siro) con 3 punti in meno rispetto all'anno scorso. Ora dovrà provare a trattenere i suoi gioielli, Chiesa e Simeone.