«Minacciato per anni da un poliziotto»
Quagliarella a sorpresa: fui costretto ad andare via da Napoli
GENOVA. Due gol, botta e risposta Isla - Quagliarella, otto ammoniti, un palo e una rete annullata. Samp-Cagliari si è chiusa in parità, ma non ha lesinato emozioni. Nel mirino, il gol regolare annullato a Ibarbo, all’85’. Viviano manca la presa, il colombiano segna ma Massa annulla per un fuorigioco di Pisacane, che però non partecipava all’azione. Giampaolo ammette: «Gol regolare». Quagliarella è sollevato, non tanto per il gol del pareggio, ma per avere posto fine a una lunghissima vicenda, durata 5 anni, di stalking di cui è stato vittima fin dal suo ultimo anno a Napoli. L'attaccante, provato e commosso, ne ha parlato nel dopo partita : «Quando sono andato via dal Napoli sono state dette tante infamità, cattiverie, tante cose non vere. L'unica causa era solo ed esclusivamente questa e quindi, dopo tanti anni, è finita. Devo ringraziare la giustizia perché ha fatto un ottimo lavoro: dare 4 anni e 8 mesi a un poliziotto significa che avevano ragione di più. Ho vissuto male io, ha vissuto male la mia famiglia. Io non è che un giorno mi sono svegliato e sono voluto andare via da Napoli. Ero a casa mia, stavo da Dio, stavo con la mia famiglia dopo più di 12-13 anni passati fuori di casa, ero ritornato a casa e quindi non c'era nessun motivo. Io ho tenuto botta perché non è facile, non lo auguro a nessuno perché tutti abbiamo diritto di vivere una vita libera e serena al di fuori di qualsiasi ambito lavorativo. Non poter uscire di casa e sentirsi minacciato che da un momento all'altro potesse succedere qualcosa, a me, alla mia famiglia, ai miei nipoti e ai miei fratelli è stato devastante».

