«Mio padre un esempio per i giovani»

Parla Cristiano, figlio del Camoscio: «Andrebbe celebrato in giornate come questa»
AVEZZANO. «Vorrei che questa giornata riaccenda la passione, l’orgoglio e il senso di apparenza che Vito Taccone aveva nei confronti di Avezzano e dell’Abruzzo». Cristiano Taccone, figlio di Vito, esprime un unico desiderio nel giorno dei 15 anni dalla scomparsa del grande Camoscio. «Non lo dico da figlio ma da abruzzese», tiene a precisare, «perché Vito Taccone è stato un uomo che ha dato tanto. Con lui, e grazie a lui, vincevano tutti. Le istituzioni non hanno dimenticato mio padre, ma dovrebbero onorare il suo ricordo. Non celebrare un simbolo come Taccone in un’occasione come questa, significa scordarsi del ruolo da svolgere. Parlare di Taccone soprattutto ai giovani», continua Cristiano, «vuol dire trasmettere un esempio per diventare campioni nello sport, ma anche dottori, ingegneri, avvocati. Significa dare loro un’ispirazione per una vita migliore». Cristiano Taccone avrebbe gradito una ricorrenza ufficiale da parte delle istituzioni: «La mia non vuole essere una critica», chiarisce, «ma uno stimolo nell’ambito di un confronto costruttivo». Poi uno sguardo più da vicino ad Avezzano. «Viviamo in un momento abulico, abbiamo strutture fatiscenti, si sono persi entusiasmo e passione, la città si è spenta. Dovremmo invece mostrare al mondo che questa è la città di Taccone, forte e tenace come lui». A proposito di strutture: «I lavori al Velodromo procedono a rilento», ammonisce Taccone, «il tempio del Camoscio deve essere quello. È lì che un giorno, magari, vedremo un altro Vito Taccone da Avezzano».

