Moda e musica, ecco il mondo di Combs

Basket A2, il nuovo americano di Roseto si presenta: «Arrivo in un club storico che ha avuto un mito come Abdul Rauf»
ROSETO. Si è finalmente completata ieri la squadra del Roseto Sharks che parteciperà al prossimo campionato di A2, con l’arrivo dell’americano Darell Combs, che sarà la guardia titolare del quintetto disegnato dal coach biancazzurro Emanuele Di Paolantonio. Arrivato in sostituzione del più esperto Roberto Nelson, ‘Rell’ (come lo chiamano in famiglia) ha 24 anni ed è alto 185 centimetri per 88 kg, ed è appena uscito dal College IUPUI (Indiana University-Purdue), dove in maglia Jaguars ha chiuso l’ultimo torneo a ben 16.7 punti di media in 32 minuti di impiego, numeri che gli han fatto vincere la Menzione d’Onore della Summit League, un ambito premio votato dagli allenatori della sua Conference. Il giocatore ieri appena arrivato ha svolto in mattinata la solita trafila delle visite mediche, e poi nel pomeriggio ha preso possesso della sua nuova canottiera biancazzurra, la numero 1, andando poi a conoscere allenatore, compagni e staff.
Combs, felice di aver scelto Roseto per iniziare la sua carriera professionistica?
«Sono convinto della mia scelta, arrivo da Chicago in un posto piccolo come Roseto che so avere una grande tradizione con la pallacanestro, un posto speciale in cui prima di me hanno giocato atleti importanti come ad esempio un mito come Mahmoud Abdul Rauf».
Prima volta lontano da casa, sarà difficile non sentire la lontananza dei parenti?
«Sarà dura stare lontano dalla mia famiglia e dai miei amici, persone che mi hanno aiutato a crescere soprattutto come uomo: per fortuna con internet riusciremo a restare facilmente in contatto. Ma se oggi sono qui è per fare ciò che mi rende davvero felice, ovvero giocare a pallacanestro: imparare ogni giorno sarà il mio imperativo, conto in qualche giorno di trovare il feeling giusto coi compagni e con la città, che mi aiuteranno a sentirmi meno solo».
In estate aveva anche fatto un provino con i Washington Wizard: considera l’Europa solo un passaggio per andare in NBA?
«Non sto troppo a pensare in quale lega giocherò in futuro: il mio interesse principale era di trovare il posto e la situazione giusti per me, e sono convinto Roseto lo sia. E poi mi piace concentrarmi sul presente, per cui da oggi penserò solo agli Sharks».
Si vuol descrivere come giocatore?
«Mi piace correre in transizione ma mi ritengo un tipo sveglio in campo, per cui so anche adeguare il ritmo per i giochi di squadra; se serve so far parecchio canestro, e poi sono un tipo molto competitivo: dico una facile verità, odio perdere. Inoltre, mi piace adoperare la mia forza oltre la mia tecnica, per cui so tiro bene dalla distanza, ma non disdegno di attaccare il ferro, anche a difesa schierata. Soprattutto mi considero un giocatore di squadra: mi piace far felici i miei compagni, solo quando loro ed il coach saranno contenti lo sarò anch’io».
Lontano dal parquet, ha qualche hobby?
«Mi piace ascoltare musica e sono molto interessato al mondo della moda, l’Italia può essere il posto giusto per le mie passioni».
Cosa si aspetta da questa stagione?
«In fondo sono un tipo semplice: a me piace giocare a basket e vincere le partite: ho grande voglia di lavorare sodo insieme ai miei nuovi compagni, con l’obiettivo di far felici i nostri tifosi, che ringrazio per l’accoglienza che mi hanno riservato, davvero calorosa: ho ricevuto tanti messaggi di supporto dai rosetani fin da quando ho firmato il contratto con gli Sharks, per cui adesso ho voglia di ricambiare: magari festeggiando con loro qualcosa di importante a fine stagione». Marco Rapone
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