Moggi: «Io in discoteca? Macché, meglio in chiesa»

Il titolare del Reverso: «Ho parlato con l’ex dg, lui era all’oscuro di tutto»
AVEZZANO. Luciano Moggi sta benone. Un po’ meno bene se la passano i titolari della discoteca che sabato sera doveva ospitare l’ex re Mida del calcio italiano e che si sentono vittime principali e danneggiati: «Forse sabato non riapriamo». La mancata comparsata di Moggi sulla pista da ballo del Reverso di Avezzano, raccontata dal Centro e rilanciata dagli organi d’informazione di mezza Italia, si è trasformata in un autentico intrigo.
L’antefatto: Moggi, ex direttore generale della Juventus, travolto dallo scandalo Calciopoli nel 2006 e salvato dalla prescrizione, doveva arrivare all’1.30 di sabato e per un’ora doveva garantire una prestazione artistica. Poche ore prima, però, i titolari del locale hanno ricevuto un certificato medico a firma del professor Antonio De Luca col quale si facevano presenti gli acciacchi dell’80enne e si prescrivevano tre giorni di assoluto riposo. Evento saltato e polemiche a non finire.
Ieri il Centro ha contattato Moggi per avere spiegazioni: «Parlerò con i titolari della discoteca, a loro spiegherò ogni cosa». Così è stato. Come ha raccontato Gianni Napoleone, noto imprenditore di Avezzano che gestisce il Reverso assieme al figlio Alessandro. «Moggi è stato gentilissimo», ha sottolineato Napoleone, «ci ha detto che non sapeva niente della vicenda, visto che avevano fatto tutto altri. Ci ha anche garantito che lui partecipa ad eventi, ma lo fa sempre senza ricevere compensi. Ha promesso che verrà a trovarci ad Avezzano perché spesso frequenta Pescara. Lo aspettiamo. Questa storia ci ha danneggiato enormemente, visto che siamo noi le principali vittime. E non finirà qui».
Stando alle locandine che pubblicizzavano l’evento, la presenza di Moggi era prevista dallo scorso 30 ottobre. Per serate come questa gli ospiti arrivano a percepire anche 10mila euro di compenso, ma sulla cifra da destinare all’ex dirigente bianconero non si hanno conferme. Lo stesso locale, una settimana prima, aveva accolto il pornodivo Rocco Siffredi. E l’agente che aveva avuto il compito di portare il superospite di Ortona, così come aveva fatto in passato con Enrico Papi ed Enzo Salvi, era lo stesso che ha fatto il nome di Moggi. Si chiama Settimio Colangelo ed è di San Benedetto dei Marsi. Un giovane manager che tempo fa era finito alla ribalta delle cronache calcistiche perché nella squadra del suo paese aveva portato Sara Tommasi.
«Attraverso un mio artista, Maurizio Mattioli, ho conosciuto il medico personale di Moggi, il professor De Luca», ha chiarito Settimio Colangelo, «quello di Moggi doveva essere un favore personale, un gesto di amicizia. Per lui solo un gettone. Abbiamo i contratti firmati. È tutto in regola. Nessuno deve pensar male».
A scanso di equivoci, la discoteca Reverso ha messo su Facebook sia il contratto stipulato che il certificato medico. Il professor De Luca, al Corriere.it, ha confermato il racconto di Colangelo e ha assicurato che l’ex manager sta meglio: «L’intenzione era di fare una cortesia a questo ragazzo, Settimio. Credo che il direttore da domani potrà riprendere la sua attività».
Moggi è guarito, come dimostra la solita ironia. «Scriva che mi sentivo leggermente debole e che non sono potuto andare, così evitiamo problemi», ha detto al Corriere.it.
E alla domanda se accetta le ospitate in discoteca ha dribblato: «Vado molto più volentieri in chiesa. In discoteca non ci andavo neppure da ragazzo».
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