Mondelli, addio gigante del canottaggio

Il 26enne di Como scomparso a causa di un tumore alla gamba
ROMA. Lo sport azzurro è in lutto. È un dolore durissimo da raccontare quello per la morte di Filippo Mondelli (nella foto), giovane campione del canottaggio, che avrebbe compiuto 27 anni il prossimo giugno, a ridosso delle Olimpiadi alle quali ambiva prima di esser fermato dalla terribile malattia che lo ha stroncato ieri. Mondelli era un gigante - e non solo per il suo metro e 95 di statura - pieno di energia ed entusiasmo per la vita. E una colonna della nazionale di canottaggio, di cui faceva parte dal post-Rio 2016 dopo aver vinto molto a livello giovanile. A remare, lui che era nato a Como, aveva cominciato sul lago di casa a 13 anni. Ed era anche l'anima della squadra azzurra fuori dalle gare. Non a caso era stato eletto nel consiglio nazionale del Coni in quota atleti, il più votato di tutti dai colleghi, solo qualche giorno fa. Ma da ieri il mondo dello sport, il suo mondo, lo piange. «Addio Filippo, oggi lo sport azzurro piange e ricorda il tuo sorriso pieno di vita. Grazie per aver onorato il nostro Paese ed aver portato il tricolore sul tetto del mondo», il tweet di Valentina Vezzali, olimpionica ora sottosegretario allo sport.
Un anno fa aveva accusato persistenti dolori a un ginocchio durante un raduno preolimpico a Sabaudia; subito gli era stato diagnosticato il male (un osteosarcoma alla gamba sinistra) che ora lo ha portato via troppo presto.

