Montagne russe Inter Con la Roma è gara verità

Dopo il tonfo in Europa League è tempo di pensare al big match di campionato I nerazzurri in formazione tipo non possono sbagliare. De Boer ha strigliato i suoi
MILANO. Cadute vertiginose, impennate improvvise: l'Inter di Frank De Boer procede a zigzag tra campionato ed Europa. Giovedì ancora un tonfo doloroso, a Praga, contro una squadra che si doveva e si poteva battere. Ieri la reprimenda, le critiche, l'amarezza per un clamoroso insuccesso che segue con una sua implacabile coerenza quello contro i carneadi dell'Hapoel. Non è contento il Suning, attoniti i dirigenti nerazzurri. Domani c'è la Roma: chissà quale sarà l'Inter che scenderà in campo all'Olimpico, se quella sciatta e grigia di Praga, oppure quella volitiva e grintosa che ha battuto la Juventus. Un enigma per ora irrisolvibile.
L'Inter affronta le partite troppo distratta e svogliata, va in svantaggio costantemente (sette volte su otto), accusa una preoccupante Icardi-dipendenza. De Boer - in versione europea - sceglie ostinatamente le riserve pur dichiarando con grande enfasi di voler vincere l'Europa League. Ma è evidente che molti giocatori usati a intermittenza non riescono a esprimersi come dovrebbero: Felipe Melo e Andrea Ranocchia vengono duramente contestati e sono sopportati a fatica dai tifosi. Palacio non sembra più in grado di incidere e segna soltanto quando si ritrova vicino Icardi. L'assenza di Miranda fa franare la difesa ma un tecnico attento come De Boer avrebbe dovuto capire la situazione con largo anticipo, limitando il turn over e anche i danni.
Qualificarsi è ancora possibile ma oggettivamente la strada è in salita. Resta il rimpianto per aver gettato via due partite e compromesso il cammino europeo. De Boer si arrabbia, tiene a rapporto i protagonisti di Praga ma molte delle responsabilità sono sue. La rosa è ampia, ben 29 giocatori. Un errore non cederne qualcuno in più quest'estate. Ad esempio Brozovic, rimasto all’Inter di malavoglia come dimostrano i suoi comportamenti e la sua conseguente emarginazione. Mentre i compagni franano a Praga, lui non trova niente di meglio da fare che postare selfie demenziali con la sua ragazza, scatenando la reazione furibonda dei tifosi. La pace tra lui e De Boer non è cosa fatta, probabilmente il disagio resterà anche se a Roma potrebbe ricomparire. Molte speranze sono appuntate su Joao Mario in via di recupero. A lui il compito di ispirare il centrocampo dove riprende posto Medel. In difesa ci dovrebbe essere Ansaldi insieme a Santon, Miranda e Murillo. Dietro Icardi, Candreva, Banega e Perisic. La formazione è quella migliore contro una Roma galvanizzata dal successo in Coppa e caricata da un Totti, fresco quarantenne ma in forma come un ragazzino.

