Morgia applaude Faal e Ruggini

9 Dicembre 2016

Il tecnico: «Sono giovani del vivaio che ci stanno dando una grossa mano»

SAN TEODORO. Non sprizza di gioia da ogni poro Massimo Morgia ma è ovviamente soddisfatto per il successo dell’Aquila a San Teodoro. «Eravamo in emergenza totale», spiega il tecnico rossoblù, «perché ci mancavano tutti gli attaccanti. Nonostante questo abbiamo giocato un ottimo primo tempo tenendo bene palla e lasciando sfogare l’avversario che non ha, di fatto, impensierito il nostro portiere». Ha meravigliato la proprietà di palleggio con un centrocampo tecnico e formato da piedi buoni. Il palleggio è stata l’arma in più dei rossoblù che, spesso e volentieri, hanno fatto girare a vuoto Raimo e compagni. Continua Morgia: «Nel secondo tempo siamo riusciti a fare gol, abbiamo preso una traversa, è la decima quest’anno. Poi, è venuto fuori il San Teodoro per un motivo semplicissimo, perché non siamo capaci a difenderci. Non abbiamo questa attitudine, il nostro deve essere sempre un gioco volto a finalizzare in attacco, per questo creiamo diverse occasioni per segnare». Dall’esito della partita non si direbbe, considerato il modo in cui, dal 10’ della ripresa in poi, il San Teodoro è stato letteralmente bloccato come un lottatore e costretto a non muoversi. «Mi ha fatto veramente piacere, e voglio sottolinearlo», continua il tecnico, « il comportamento di Faal prima e di Ruggini poi. Questi sono due prodotti del vivaio dell’Aquila Calcio dello scorso anno che, nonostante la brutta retrocessione, sono venuti fuori dal settore giovanile. Significa che è stato creato qualcosa di buono, di importante ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Decimo risultato utile consecutivo, tre pareggi e sette vittorie, dove vuole arrivare L’Aquila? «Stiamo facendo bene, questo è fuor di dubbio. Vogliamo arrivare in Lega Pro. Merito dei ragazzi che non mollano un centimetro. Attenzione, però, perché aspettiamo anche dei rinforzi». Il discorso si sposta sull’arbitro: «Pupeschi in fuorigioco? Non mi piace dire fandonie. Può darsi che i sardi abbiano ragione a protestare, ma noi, lo ricordo, siamo stati a volte svantaggiati dagli arbitri che, in queste categorie, vogliono mettersi in mostra. E perciò è plausibile che sbaglino anche loro dopo anni di categorie inferiori. Qui c’è visibilità, è un trampolino di lancio se vogliono diventare professionisti. Molti non hanno esperienza per tenere in piedi le partite ma oggi abbiamo giocato a pallone ed il compito dell’arbitro è stato facilitato». (f.u.)