Morgia: «Cresceremo, ci vuole tempo»

Il tecnico accetta il verdetto. Ganci: «Peccato davvero: abbiamo perso 2 punti»
RIETI. A Morgia non piacciono «le solite domande retoriche». Eppure tocca a lui spiegare quello che poteva essere e non è stato. E cioè perché a una squadra in vantaggio di un gol sia bastata la prima avversità (l’uomo in meno) per smettere di giocare e offrire il fianco al ritorno degli avversari.
«È stata una bellissima partita», attacca il tecnico rossoblù. «Potevamo vincerla e potevano perderla: l’abbiamo pareggiata. Gli episodi ci hanno favorito in alcune occasione, e svantaggiato su altre. Credo che una squadra completamente nuova come la nostra con gente che è arrivata che da poco, trovarsi in dieci su un campo come questo non è semplice. Però abbiamo contenuto lo stesso bene, anche in dieci abbiamo avuto un paio di occasioni per poter concretizzare».
Poi uno spunto di riflessione che farà discutere: «Non abbiamo noi una storia dietro come ce l’ha il Rieti, come squadra e come campionato. Siamo L’Aquila, però dobbiamo prendere coscienza delle nostre forze, delle nostre qualità e magari anche in dieci riusciamo a fare quello che avevamo fatto benissimo in undici. Ci siamo riusciti di meno, perché le abitudini sono queste e cancellarle non è facile. Io so, invece, che in dieci si può continuare a pressare, a stare alti, però questo ci verrà col tempo. Devo dire anche che i ragazzi ci hanno messo tutto il cuore possibile e immaginabile e questa è la più bella cosa perché il gruppo ha dimostrato che vuole ottenere il risultato non solo attraverso il gioco, ma anche con l’orgoglio e la voglia. A Foligno non è stata una bella prestazione, stavolta abbiamo fatto una buonissima prestazione e quindi abbiamo ottenuto un risultato che sulla carta sembra di parità ma che per noi è una vittoria perché io guardo la prestazione e guardo anche e soprattutto la media inglese. Con oggi abbiamo raggiunto il Rieti perché abbiamo la stessa media inglese anche se sono due punti avanti. Se una squadra deve lottare per vincere qualcosa deve guardare anche a questo. Era una partita da sei punti, l’importante era non lasciarli a loro. L’espulsione? Io voglio che sull’1-0 si continui a cercare il 2-0 e possibilmente anche il 3-0, però abbiamo sbagliato perché quello che ha fatto poi Pepe doveva farlo qualcun altro davanti a lui prima. L’uscita di Pupeschi era perfetta, ma doveva temporeggiare o far fallo lui piuttosto che Pepe. Ma queste furbizie arriveranno con il tempo».
Sul parapiglia finale il tecnico ha fatto da paciere. «Sono intervenuto per sedare gli animi. Io ho fatto il giocatore lungamente e i finali di partita bisogna lasciarli ai giocatori. In questi campionati, invece, troppe volte intervengono i dirigenti, il che non è una bella cosa. Invece di calmare, accendono maggiormente gli animi. Lasciamo fare il loro ai giocatori, noi che abbiamo sessanta e più anni». Per il presidente del Rieti Riccardo Curci «l’arbitro è stato il peggiore in campo».
L’attaccante rossoblù Massimo Ganci ha lungamente festeggiato la rete della grande illusione. «Un gran peccato», dice appena uscito dalla doccia. «Sono due punti persi e il rammarico diventa ancora più grande in quanto ho visto una grande personalità da parte della nostra squadra. Abbiamo aspettato il momento giusto per fare gol, poi purtroppo sulla stessa azione in cui potevamo raddoppiare abbiamo subito l’espulsione. Ci tenevamo a fare bene fuori casa e ci abbiamo provato in tutti i modi. Ho visto una grande squadra e una grande tifoseria. Ora dobbiamo dare continuità ai nostri risultati». Per l’allenatore del Rieti Fabrizio Paris «L’Aquila ha prodotto il gol a freddo e il tiro di La Vista, non ricordo altre situazioni». (e.n.)
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