Morgia non ci sta: qui c’è troppa fretta

26 Settembre 2016

L’allenatore: nell’ambiente vedo troppe facce scure, la frenesia non serve

L’AQUILA. «All’Aquila c’è troppa fretta, apprensione: vedo in giro troppe facce scure». Mai banale, l’allenatore Massimo Morgia trova il modo di animare il dibattito settimanale negli ambienti della tifoseria con una reprimenda da vecchio saggio che non mancherà, ancora una volta, di dividere la piazza tra favorevoli e contrari. Il tecnico, che ha cambiato panchina rispetto alla gara col Monterosi, scegliendo quella più vicina alla curva aquilana, anche stavolta la prende alla larga ma arriva al punto desiderato.

L’attacco è come quello del post-Rieti. «Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per fare nostro il risultato, ma non l’abbiamo buttata dentro», esordisce il tecnico. «Le partite, del resto, sono condizionate dai gol che si fanno o non si fanno...». Quindi l’affondo: «Vedo tante, troppe facce scure, anche tra i ragazzi, ma un po’ ovunque mi giro. Qui c’è fretta, c’è apprensione e così non va bene. Nessuno ha detto che dovevamo ammazzare il campionato. Siamo una squadra che gioca un buon calcio e si impegna sempre. È questa l’unica strada che conosco per arrivare ai risultati. Altre strade non le conosco, mi sono oscure. I risultati, in questa categoria, io li ho sempre fatti e continuerò a farli. Stavolta l’errore iniziale ci ha condizionato. E ho visto uno scoramento generale che non mi è piaciuto: ragazzi che alzavano le braccia e altre cose. Si può prendere gol e perdere la partita», si accalora Morgia, «oppure segnarne altri due o tre. Non dobbiamo farci condizionare dall’aspettativa che c’è attorno a noi. A volte abbiamo verticalizzato quando non dovevamo farlo, perché i ragazzi sentivano i mugugni. Ma noi non dobbiamo farci condizionare da nulla e dobbiamo pensare soltanto a giocare con pazienza».

Quanto alla difficoltà nel non finalizzare a dovere la manovra, il tecnico lancia un’altra provocazione. «Se non ci basta la mole di gioco che creiamo, significa che lavoreremo per creare il doppio delle occasioni. Eppure quest’ansia da prestazione non va bene. Noi non dobbiamo dimostrare niente, se non serietà e impegno. Siamo alla quarta di campionato, dalle facce sembra di stare alla trentesima. Questa cosa non va bene per niente». Malumori tra i tifosi ai botteghini: biglietti di curva esauriti e settore non del tutto pieno. Il limite di 700 (e 800 per la tribuna) è ritenuto penalizzante. All’ingresso della curva anche una ventina di laziali che chiedevano notizie del settore ospiti prima di finire in tribuna. (e.n.)

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