Morgia: soffrendo si arriva al traguardo

7 Novembre 2016

Il tecnico esalta il gruppo e i tifosi: «Ma la classifica la guarderò a maggio»

L’AQUILA. Non c’è vittoria senza sofferenza, specialmente all’Aquila. Ancora una volta il tecnico Massimo Morgia sa quali corde toccare nel suonare l’ultimo pezzo di un pomeriggio rossiniano, visto il crescendo della squadra rossoblù.

Ecco il passaggio-chiave del Morgia-pensiero. «Al rigore assegnato al Sansepolcro ho pensato che nella vita, mia in particolare, ma anche di questa città, c’è sempre da soffrire. Ma soffrendo si costruiscono cose importanti e quindi è ancora più bello così».

Il tecnico rossoblù analizza criticamente la prestazione dei suoi partendo dal primo tempo senza tiri in porta. «Quando abbiamo trovato più spazi», riflette ad alta voce, «e ci siamo predisposti meglio, abbiamo sfruttato le nostre caratteristiche principali che sono quelle della corsa. Sono contento perché i ragazzi hanno dato tutto quello che volevano, e hanno vinto come gruppo. Mi dispiace per Massimo Ganci, che stavo per far entrare. Poi Esposito si è infortunato e ci voleva un altro giovane. Le cose poi sono andate bene: da lì è cambiata la partita. Nel secondo tempo ho riportato Minincleri a guardare la porta invece di attaccarla. Avevamo difficoltà sulle seconde palle e il predominio nei recuperi si è visto e ci ha permesso di contrattaccare spesso. La classifica non la guardo, lo farò a maggio. La cosa più importante è che la squadra sta crescendo sotto il piano della personalità e del carattere, e sta anche trasportando entusiasmo attorno a sé. I ragazzi della curva sono stati encomiabili: hanno sempre incoraggiato fino alla fine e questa è una bella cosa, perché se una squadra riesce a trasmettere entusiasmo significa che vuole ottenere qualcosa». Poi il Morgia politico. «Alle altre squadre non guardo. Noi dobbiamo guardare noi e crescere, cercando di costruire con un approccio diverso. Noi stiamo lavorando dal settore giovanile fino alla prima squadra, l’importante è che nel frattempo la gente venga allo stadio e si diverta. I campionati si possono vincere in tanti modi, ma a me interessa costruire. Sennò all’Aquila non sarei venuto, alla mia età e col mio passato, se non avessi avuto un ideale un po’ diverso da quello di lottare solo per vincere un campionato».

«Ora dobbiamo crederci sempre di più, partita dopo partita», dice Nicola Russo. «Siamo stati tutti bravi». Chiude Simone Minincleri: «Lavorando bene tutti i giorni puntiamo ad allungare la striscia positiva».(e.n.)

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