Morro d’Oro e Vastese accuse dopo la sassaiola

8 Marzo 2016

Eccellenza. Incidenti a fine partita, aggredito il papà del terzino De Fabritiis Bolami: gesti inqualificabili. Di Giammatteo: ma hanno cominciato gli ospiti

LANCIANO. Una domenica da ricordare, in tutti i sensi. È quella vissuta l’altroieri dalla Vastese, capolista solitaria dell’Eccellenza, con un piede e mezzo nella categoria superiore. Questo almeno dicono le cifre, che vedono i ragazzi di mister Colavitto saldamente in testa al gruppo, con ben sette punti di vantaggio sul Paterno. Tornato a mani vuote dal Valle Anzuca di Francavilla, con la forte sensazione di essere stato penalizzato dall’espulsione, oggettivamente eccessiva, comminata a metà ripresa ai danni di Catalli. Sette punti di vantaggio, si diceva, ad appena sei gare dalla conclusione dei giochi: come a dire che per i biancorossi il ritorno in serie D è davvero ad un passo. Colavitto, almeno ufficialmente, non sarà di certo d’accordo ma è innegabile che, a questo punto della stagione, solo un incredibile cedimento strutturale della sua squadra (la cui ultima sconfitta risale addirittura all’8 novembre scorso) potrebbe riaprire i giochi, ridando fiato alle flebili speranze dei marsicani.

Un clima di festa parzialmente rovinato dagli incidenti scoppiati, a Morro d'Oro, nell’immediato dopo partita. Quando, stando almeno alla versione dei fatti offerta dagli ospiti, alcuni sostenitori della squadra di casa, che già nel corso dell’intervallo avevano aggredito il papà del terzino destro De Fabritiis, prendevano di mira, spintonandolo, il presidente della Vastese, Bolami, per poi dare vita a una fitta sassaiola, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti, compresi donne e bambini. «Un atteggiamento inqualificabile», il commento dello stesso Franco Bolami, presente sugli spalti con il figlio dodicenne, «soprattutto se si considera l’accoglienza che da sempre riserviamo, all’Aragona, a dirigenti e tifosi avversari. Un clima teso sin dall’inizio, essendo stati insultati anche quando la squadra di casa non era sotto nel punteggio. Sono davvero dispiaciuto per l’accaduto e spero che le forze dell’ordine possano risalire agli autori di simili gesti, prendendo i provvedimenti del caso, e tenendo certe persone lontane dagli stadi. Nulla da dire invece», prosegue Bolami, «sulla dirigenza morrese, che oltre ad accoglierci benissimo, si è pure scusata per l’accaduto». Tornando al calcio giocato, si può dire che è quasi fatta: «Ancora un piccolo sforzo e ci siamo. L’importante è tenere sempre alta la guardia, come dice il nostro mister Colavitto, che merita un grande plauso per la professionalità e l’impegno sin qui dimostrati. E domenica», conclude il presidente della Vastese, «in occasione della sfida interna col Miglianico, vorrei vedere l’Aragona pieno in ogni ordine di posto, per sospingere i ragazzi verso la D». Sempre sulle vicende post gara, ecco la disanima del presidente del Morro d’Oro, Ettore Di Giammatteo: «Senza nulla togliere allo sfogo del mio collega vastese, col quale i rapporti di stima restano immutati, e ribadendo che certi eccessi vanno sempre condannati visto che rischiano di compromettere la buona immagine del club e del paese, va anche detto che per litigare bisogna essere in due. E in tal senso, anche i supporter ospiti non sono esenti da colpe: sono stati i primi a riscaldare gli animi. Cercando di entrare senza pagare nel settore loro assegnato per poi, a fine gara, lanciare pietre all’esterno dello stadio, danneggiando alcune lauto dei nostri tifosi».

Stefano De Cristofaro

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