Morro d’Oro si affida a Mazzagatti

Eccellenza, il nuovo tecnico al lavoro. Francavilla e Di Gennaro si godono il primato
LANCIANO. Il Francavilla da solo in vetta e il secondo avvicendamento tecnico della stagione.
Questi gli aspetti salienti di una 7ª giornata di Eccellenza caratterizzata dal divorzio tra il Morro d'Oro e l'allenatore Ercole Quatraccioni. Dimessosi domenica, al termine della gara interna disputata, e persa, contro gli aquilani dell'Amiternina Scoppito.
Un ko, questo, che ha certificato lo stato di crisi della squadra biancorossa (1 un punto negli ultimi 4 turni) e ha indotto il tecnico a gettare la spugna. Al suo posto, la dirigenza morrese, riunitasi nel tardo pomeriggio di ieri, ha scelto il 48enne Mirko Mazzagatti (con lui anche il preparatore atletico Roberto Giovagnini), che nella passata stagione ha guidato il Mosciano, in Promozione. Oggi il primo allenamento, con debutto pressoché immediato, visto che domani pomeriggio i biancorossi saranno di nuovo in campo, a Martinsicuro, per la sfida di andata dei quarti di finale della Coppa Italia di categoria.
Chi vola, invece, è il Francavilla targato Fabio Montani. Che oltre a essere rimasta la sola squadra imbattuta del girone (complice il ko interno del Sambuceto, ad opera dei Nerostellati), si è anche tolta lo sfizio di scavalcare la ex capolista Martinsicuro. Obiettivo, quest’ultimo, raggiunto con l'indiretta complicità del Capistrello, che riequilibrando il punteggio in pieno recupero, ha di fatto tolto due punti ai teramani.
Un Francavilla tanto anemico nella passata stagione, quanto prolifico in questa, contrassegnata da ben 19 gol realizzati (per una media vicina alle 3 reti a partita), 14 delle quali messe a segno da due soli giocatori: i gemelli del gol Francesco Di Gennaro (8 reti) e Stefano Miccichè (6), entrambi a segno nel 4-1 interno rifilato al Cupello. Otto reti in 7 gare che sono valse il primato (sia pur provvisorio) nella classifica marcatori dell’Eccellenza, allo stesso Di Gennaro, campano d’origine ma da tempo residente a Pescara, avendo sposato un’abruzzese.
«Un avvio migliore non era in effetti auspicabile», ammette Di Gennaro, «sia dal punto di vista personale, che della squadra. Che sta dimostrando nei fatti di meritare l'attuale primato e che intende difenderlo con le unghie e coi denti dall’assalto delle rivali, che non mancano, visto il grande equilibrio». Niente male anche l’affiatamento con Miccichè: «Con lui mi trovo a meraviglia, ma il merito dei risultati odierni è corale, oltre che del mister». Al quale l’accomuna un passato in rossonero: «È vero, anche se in epoche diverse, per cui non ci conoscevamo. È molto preparato ed è uno che dà e pretende tanto, nel lavoro quotidiano. E sul Lanciano fuori dal calcio professionistico: «È stata una brutta sorpresa, soprattutto conoscendo la grande passione dei tifosi. Spero si tratti solo di una breve parentesi».
«Sono qui per fare bene», dice il bomber, «e dare il mio contributo al progetto del presidente De Vincentiis, intenzionato a riportare il club ai fasti di un tempo». Giustificata quindi la dedica al ds Paciarella, della tripletta di domenica: «Se lo merita», chiosa Di Gennaro, «mi inseguiva da anni ed è stato quello che più di tutti mi ha voluto a Francavilla».
Stefano De Cristofaro
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