Moto della Polizia provoca cadute

Il britannico Thomas sbotta: «È ridicolo». Il direttore della corsa Vegni: «Un errore di valutazione»
PRETORO. A circa 15 chilometri dal traguardo accade il fatto che scatena le polemiche: alcuni corridori vanno a sbattere su una moto della polizia stradale, ferma sul lato sinistro della strada, ed è il caos. Una decina di essi finisce a terra e due ciclisti del Team Sky, Geraint Thomas e Mikel Landa, sembrano riportare le conseguenze più gravi.
Il britannico Thomas, uno degli aspiranti alla vittoria del Giro d'Italia, è dolorante e torna in sella dopo qualche minuto nel disperato tentativo di non perdere troppo tempo dagli avversari. Poi, al termine della tappa, esplode: «È ridicolo e assolutamente sbagliato. Sono cose che non dovrebbero accadere in una corsa del genere», attacca Thomas, «ed è un peccato perché mi sentivo bene. Dopo la caduta, per me, è stato game over. L'incidente, comunque, poteva essere peggiore. Ho perso cinque minuti, ma tre o quattro li ho lasciati stando fermo sul bordo della strada. Significa che le gambe ci sono. Ora penso a riposare bene, a disputare una buona cronometro e vedere a che punto sarò. Lottare per la vittoria del Giro è adesso super difficile, ma restano ancora delle tappe da conquistare e la possibilità di entrare nella top 10 o fare addirittura meglio».
Il direttore della Corsa Rosa, Mauro Vegni, parla qualche ora dopo di quanto accaduto a 15 km dal Blockhaus: «Non vorrei che questo episodio rovinasse il lavoro che la polizia di Stato svolge da tanti anni, pensando solo alla sicurezza di corridori. Perché la moto si è fermata in quel punto ? Ma è chiaro, aspettava gli attardati per coprirli. Un errore di valutazione ci può pure stare». Vegni aggiunge: «In tappe di montagna come questa si formano mille gruppettini nelle retrovie ed è importante coprire i corridori che li compongono. C'è stata anche una componente di fatalità nell'episodio».
Il fiduciario Rcs Maurizio Formichetti commenta: «C'è stata una disattenzione da parte di tutti. Sono cose che ci possono stare, ma sarebbe meglio che non succedessero». Formichetti fa poi un bilancio sulla tappa del Blockhaus che lo ha visto in prima linea nell'organizzazione: «Ho vissuto una giornata emozionante, con uno spettacolo di pubblico unico. È stato un grande spot per l'Abruzzo, dopo i mesi difficili vissuti ultimamente, e mi auguro che tutto ciò serva a qualcosa per il futuro di questa regione. Non mi è stata segnalata nessuna criticità, l'afflusso e il deflusso dei tanti appassionati arrivati in vetta si sono svolti in modo regolare. C'è stato solo un problema a Pretoro, a causa di un pullman che si è rotto alla partenza rendendone necessaria la sostituzione con un altro mezzo. Quintana? Avevo previsto la sua vittoria», conclude Formichetti, «ed è bello che nell'albo d'oro del Blockhaus ci sia una firma di prestigio come quella dello scalatore colombiano. Il Giro, però, è ancora lungo ed è prematuro sbilanciarsi su chi trionferà in questa edizione».
Gaetano Lombardino
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