Mou porta la Roma al trionfo in Europa

26 Maggio 2022

Una rete di Zaniolo nel primo tempo decide la sfida contro il Feyenoord a Tirana. Il tecnico portoghese entra nella storia

TIRANA (ALBANIA)
Vince sempre Mourinho. A dispetto di quanti snobbavano la Conference League come competizione secondaria, a Tirana c'è un popolo in preda a un delirio collettivo, e una felicità senza limiti: la Roma ha vinto in Europa. E il suo ritorno a un successo dopo 14 anni di digiuno (la Coppa Italia 2008) segna anche il ritorno di un successo nelle coppe di un'italiana a distanza di dodici anni. Certo, non è la Champions di Mourinho 2010, ma un piccolo trampolino da cui ripartire. Per la Roma di sicuro, per i club italiani forse anche. La squadra giallorossa porta a casa il secondo trofeo continentale della sua storia, la Conference League, dopo aver battuto il Feyenoord per 1-0 con un gol del gioiello ritrovato Zaniolo, e a José Mourinho, riesce l'ennesima magia. È ancora lui, lo Special One che con le Coppe ha sempre flirtato e ora ha 26 titoli in bacheca. Fra i quali ogni trofeo possibile in Europa, compresa la Coppa delle Coppe che non c'è più e che vinse nel 1997 da assistente allenatore del Barcellona. Con lui e con le sue lacrime finali si sono identificate le migliaia di tifosi romanisti che a Tirana hanno riempito metà stadio, superiore di numero ai tifosi avversari, alla fine impazzendo di gioia. Canti e balli, il sorriso smagliante di Totti che in tribuna abbraccia il figlio Cristian fasciato da una sciarpa giallorossa, è un sentirsi di nuovo vivi, anche perché in tanti non avevano mai vissuto prima una vittoria. Alla fine a sollevare la Coppa al centro del campo è il capitano romanista, e romano, Lorenzo Pellegrini, sulle note di «We are the Champions» subito sostituito dal 'dimmi cos'è’ dell'inno romanista di Antonello Venditti Mourinho e la Roma hanno conquistato la Conference League perché, come succede spesso nelle finali, chi segna per primo vince e poi finisce 1-0. È andata così anche questa volta, è bastato il tocco di sinistro di Zaniolo al 32' del primo tempo, su assist di Mancini e anticipando Trauner: stop di petto, tocco e rete, beffando un Bijlow apparso incerto. Così la Roma, in cui Smalling ha giganteggiato in difesa, ha rotto l'incantesimo e ha superato anche l'handicap di aver perso Mkhitaryan dopo appena 17 minuti per un risentimento ai flessori della coscia destra. Significativo poi che con Zaniolo, il cui gol sa di riscatto dopo il doppio infortunio, nel finale a dare una mano alla sofferenza vincente della Roma sia entrato anche Spinazzola, da poco rientrato da un anno di stop. Insomma, uno sguardo al futuro. Il presente di Tirana, prima del trionfo, è stata sofferenza e forza mentale, perché contro un Feyenoord che ha avuto spesso il possesso palla ma è apparso inconcludente, e anche sfortunato quando a inizio ripresa ha colpito un palo e una traversa in cinque minuti, la Roma ha avuto il merito di andare al di là dei propri limiti e difetti. . Alessandro Castellani