Muntari fuori, Zeman non fa sconti: «In panchina perché non era pronto»

PESCARA. Niente applausi, solo panchina. Sulley Muntari si è visto tutta la partita seduto a bordo campo. Niente da fare per il ghanese, al quale, venerdì, la corte sportiva d'appello aveva annullato...
PESCARA. Niente applausi, solo panchina. Sulley Muntari si è visto tutta la partita seduto a bordo campo. Niente da fare per il ghanese, al quale, venerdì, la corte sportiva d'appello aveva annullato la squalifica del giudice sportivo. Il mediano del Pescara aveva fatto ricorso, vincendolo, ma senza avvisare Zeman. Il boemo ieri lo ha lasciato in panchina per 90’, motivando così la sua scelta: «Ho scelto di non schierare Muntari perché era squalificato e si è allenato come uno squalificato», ha provato a spiegare Zeman, che non ha assolutamente gradito come è stato gestito “il caso”. «In settimana si è allenato in base alla squalifica. Faceva da sparring partner per la squadra, non ha giocato con i titolari ed era troppo tardi per me provare altro». Scelta tecnica, dunque. Il ghanese, ricordiamolo, era stato oggetto di cori razzisti da parte dei tifosi del Cagliari e a seguito delle proteste con l'arbitro, per il mancato stop della gara, era stato espulso. L’Onu e il consolato del Ghana sono intervenuti e tutto il mondo ha parlato di questa vicenda. Muntari è diventato un simbolo della lotta al razzismo. «Non l'ho mandato in campo perché non si è allenato, non per ragioni ambientali. Io non devo giocare con i simboli», ha rimarcato il boemo, «Muntari ha tutta la mia solidarietà e la mia stima. Prima è stata presa una decisione sbagliata e poi si è cercato di recuperare».
L’allenatore archivia il caso Muntari e pensa al futuro. Il prossimo anno per ripartire servirà una rivoluzione? «Attualmente stiamo valutando quelli che ci sono e quelli che ci interessano», taglia corto il boemo, che per il prossimo campionato di B chiederà alla società una squadra completamente diversa rispetto a quella attuale, anche se il club dovrà far fronte ai circa 50 giocatori che avrà sotto contratto. Ci sarà spazio anche per Gilardino? «Non è ancora pronto, se ha giocato solo una gara vuol dire che ci sono problemi», è il commento sul “bomber perduto”, bloccato per diverso tempo dagli infortuni. «Si sta allenando e impegnando, ma al momento non può giocare. Ha ancora due settimane per convincerci, si sta allenando solo da tre settimane e al momento non fa la differenza, anche se ha grande volontà di tornare a giocare». Noia e fischi, la gara con il Crotone si può sintetizzare così: «Abbiamo fatto meglio del Crotone», è il pensiero di “Sdengo”, «ma loro hanno indovinato un tiro da 30 metri mentre noi tiriamo in mezzo alla gente». Il Pescara retrocesso, umiliato e fischiato ormai non ha più nulla da chiedere a questa stagione. «Non abbiamo le giocate che ci permettono di entrare in area senza palla. L'impegno però c'è stato, dopo il rosso dovevamo rischiare ma non ci siamo riusciti». Il rosso rimediato da Benali non è stato un bello spot per il calcio, però Zeman preferisce smorzare i toni: «Il rosso a Benali è stato brutto. Pesa sulla testa non vincere, lui si è sentito penalizzato e ha reagito male».
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