Muscoli e talento, Roseto coccola Eboua

15 Gennaio 2019

Il 18enne camerunense in vetrina: «Qui grande occasione. Futuro? La Nba»

ROSETO. Tra i giovani più intriganti di questo Roseto Sharks, si sta mettendo in evidenza un camerunense classe 2000, Paul Eboua. Ala piccola dal fisico perfetto, Eboua domenica scorsa con Mantova ha fornito una prestazione super: per lui 18 punti in 23 minuti (14 nei primi 8), tirando col 67% ed arpionando 9 rimbalzi di cui 5 in attacco: niente male per un ragazzo che deve ancora compiere 19 anni, ed è già seguito da diversi scout della Nba.
Eboua, la sua prestazione record è servita per agguantare una vittoria contro una diretta concorrente per la salvezza che vale doppio.
«Sono andato molto bene soprattutto per merito dei miei compagni, che mi hanno ispirato dandomi fiducia: sono entrato così subito in ritmo segnando anche tanto, bene così».
Da qualche tempo coach D’Arcangeli la fa partire in quintetto base: è un peso o una bella opportunità?
«È una scelta che mi piace perché mi dà la possibilità di sentire meno la pressione, cominciando subito a giocare».
Nel finale del match il coach non l’ha più rimessa in campo: dica la verità, ci è rimasto male?
«Assolutamente no perché ho fiducia nelle sue scelte; sono convinto che nell’ultimo quarto devono giocare quelli più esperti».
Roseto ha 12 punti in classifica, bottino niente male per chi punta alla salvezza?
«Abbiamo fatto finora un buon percorso, ma sono convinto che potevamo fare di più. Nelle gare di andata abbiamo lasciato per strada almeno 2, forse 4 punti che potevamo prenderci giocando con più attenzione: per questo continuiamo ad allenarci tanto, il nostro obiettivo è di non ripetere quegli errori, e spero che la vittoria con Mantova stia ad indicare che siamo sulla strada giusta».
Dal punto di vista personale invece come giudica le sue prime 16 partite?
«Direi che non sto andando male, ma potevo fare di più. Sono praticamente all’esordio, avendo giocato poco l’anno scorso in serie B per un infortunio. Adesso sento la fiducia del coach che mi fa giocare da esterno e sono sereno».
Ha un giocatore preferito? «Adoro Kawhi Leonard (ala dei Toronto Raptors, ndc), e poi dei miei compagni oltre al mio “fratellino” Bayehe (camerunense come lui) mi piace come si muove Akele sul parquet».
Dica la verità: ci pensa ad un futuro nella Nba?
«So di esser considerato i draft 2019, ma so che sarà difficile: sarà una decisione che prenderò insieme al coach».
Ha una ricetta per arrivare a giocare nei momenti chiave?
«Guardare più partite, chiedere consigli ai senior e poi imparare a palleggiare meglio: devo assolutamente mettere la palla a terra per andare fino al ferro contro chiunque».
Domenica a mezzogiorno sarete a Cagliari: che gara sarà?
«Loro sono diventati una squadra competitiva, bravi a vincere così a Forlì. Ma anche noi siamo migliorati: abbiamo le carte in regola per andare a giocarcela a viso aperto».
Marco Rapone
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