Nanni: io, Totti e i consigli di De Sanctis

Il nuovo preparatore dei portieri: il Pupone tradirebbe la Roma solo per il boemo
RIVISONDOLI. Lo ha chiamato Zeman, lo ha convinto De Sanctis e Luis Enrique tifa per lui, che sogna una stagione con Totti in biancazzurro. Guido Nanni, 49enne romano, è il volto nuovo dello staff di Zeman. Lui è il preparatore dei portieri. Ha lavorato per 5 anni alla Lazio e, poi, dal 2010 al 2016, alla Roma. Alla chiamata di “Sdengo” non ha potuto dire di no. Szczesny, Stekelenburg, De Sanctis, Skorupski, Lobont, Goicoechea, Doni, Julio Sergio, Curci. Alcuni dei portieri che ha valorizzato nel corso degli anni in giallorosso e adesso deve confezionare Pigliacelli e Fiorillo per il gioco del boemo.
Nanni, perché Pescara?
«Con Zeman ho costruito un grande rapporto e ci siamo sentiti anche quando è andato via dalla Roma. E’ una persona vera, difficile da trovare nel nostro mondo. Mi sono trovato benissimo con lui e, quando mi ha chiamato, ho subito accettato».
Tanti anni nella Capitale con diversi allenatori.
«Sono stato bene con tutti. Pensi che quando ho detto della mia nuova avvenutura a Luis Enrique, mi ha detto che inizierà a tifare Pescara».
Lei è anche uno dei più cari amici di Totti, vero?
«Si, ma la nostra è una cosa che va oltre il calcio. Siamo amici con le rispettive famiglie. Con lui c’è stata subito empatia fin dal primo giorno che sono arrivato a Trigoria con Ranieri».
Secondo lei, verrebbe a giocare a Pescara visto che c’è il suo “maestro” o è pura utopia vederlo in biancazzurro?
«Forse Francesco tradirebbe la Roma solo per Zeman. Non credo che in Italia vada altrove. Non so se verrà qui, vedremo… (sorride, ndr). Secondo me lui ha ancora una gran voglia di giocare e fisicamente sta bene».
Potrebbe metterci una buona parola lei, no?
«Magari, ci proverò…(ride, ndr). Non è semplice, perché lui è legato in maniera viscerale alla Roma. Sarebbe fantastico, ma poi ci vorrebbero due stadi per contenere la gente. Non so cosa farà, sono sincero, per Totti non è stato semplice chiudere da calciatore con la Roma».
L’impatto con il Pescara?
«Ho trovato una grande famiglia, tipo la Roma di Sensi».
Che differenze di preparazione dei portieri c’è tra Zeman e un altro allenatore?
«Si lavora tanto e si corre un po’ di più rispetto agli altri allenatori. Lui vuole un portiere che sappia giocare bene con i piedi e che stia molto alto».
Zeman a Roma ha voluto Goicoechea, a Pescara ha bloccato la cessione di Pigliacelli. Secondo lei è il portiere adatto?
«Goicoechea era adatto al suo gioco e penso che fu segnalato dal povero Franco Mancini, con il quale sono legato e ho fatto il militare assieme a Barletta. La mancata cessione di Pigliacelli? Dico che il Pescara ha due portieri forti per questa categoria e si giocheranno il posto».
Il miglior portiere che ha allenato?
«Il più grande a 360° è stato Morgan De Sanctis. Lui racchiude la professionalità, la tecnica, la fame e gioca con passione. Morgan è un professionista esemplare e forse, visto che dovrà andare a Guardiagrele, nei prossimi giorni verrà a trovarci qui in ritiro. Quando il Pescara mi ha chiamato, ci siamo sentiti e mi ha detto: “Vai, perché ti troverai benissimo». (l.d.m.)

