Napoli col Besiktas per vendicare il campionato

19 Ottobre 2016

Sarri punta ancora su Gabbiadini: «Deve adattarsi alla squadra». Con la vittoria può arrivare il pass

NAPOLI. Nel momento di maggiore difficoltà da quando Maurizio Sarri siede sulla panchina del Napoli, gli azzurri affrontano il Besiktas avendo la possibilità di stabilire un record in Champions League, la qualificazione agli ottavi dopo soli tre turni. Finora non c'è riuscito nessuno. Al Napoli non basterà battere i turchi al San Paolo, servirà un pari in Dinamo Kiev-Benfica. Insomma le possibilità per il riscatto, dopo due sconfitte in campionato ci sono tutte. Sarri lo sa bene ed ha caricato a dovere la sua squadra. «Ho fiducia totale in questa squadra - sottolinea - che nelle ultime due gare non ha fatto bene come aveva fatto per mesi. Abbiamo idea di che cosa abbiamo sbagliato, ci stiamo lavorando e dobbiamo avere la testa libera e fiducia nei nostri mezzi. Se si fa questo si possono correggere gli errori». I sogni di gloria del Napoli si scontrano con la forza del Besiktas, imbattuto da inizio stagione. «Affrontiamo - dice Sarri - una squadra forte che ha capacità di non perdere mai e abbiamo bisogno di un Napoli che abbia entusiasmo, lucidità e giochi con applicazione e di determinazione».

Sarri come sempre non parla di formazione ma quel che è certo è che al centro dell'attacco ci sarà Gabbiadini. «Manolo - spiega il tecnico - si deve adattare alla squadra che ha un modo di giocare che io ho accompagnato e non imposto. Gabbiadini lo sa fare, attraversa un momento difficile ma la sua professionalità lo aiuterà». Il Napoli fino ad ora ha fatto vedere le cose migliori proprio quando è stato impegnato in Champions. «In Europa è più facile giocare perché si trovano motivazioni straordinarie, mentre in campionato si rischia di accontentarsi e questo è proprio uno dei problemi al quale dobbiamo trovare una soluzione». In tanti chiedono all'allenatore di essere più duttile sul piano tattico, ma Sarri ha le sue idee e non le cambia facilmente. «Un mio allenatore diceva che parla di modulo chi non sa di calcio. Quest'anno abbiamo fatto delle partite in cui il 4-3-3 difensivo diventava 4-2-3-1 e altre in cui diventava un 4-3-2-1 perché abbiamo tenuto i due attaccanti stretti dietro al centrale offensivo». Il momento è difficile, ma Sarri anche a Napoli ne ha vissuti di peggiori. «Lo scorso anno - conclude - nella fase iniziale avevo molte meno certezze sul gruppo e molti più motivi di preoccupazione. Ora so che il momento non è semplice ma so anche che il gruppo è solido e sono molto più tranquillo e fiducioso».